Il Manipolatore – Capitolo 10

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Sai che il momento si avvicina? Sì, lo sai, lo percepisco dai movimenti del tuo corpo. Lentamente stai iniziando a capire quale sia il vero piacere, e per questo la tua ribellione si sta man mano assopendo. Devi lasciarti andare… Abbandonarti alle sensazioni. Mi piace accarezzarti, sentire il contatto delle mie dita sulla tua pelle. Adoro guardarti. Scrutare le tue smorfie, le tue espressioni che mutano con il passare del tempo. Ma se qualcosa hai capito di me, dovresti sapere che non è questo ad eccitarmi. Sì, certo che lo sai… Te lo leggo negli occhi. Ho paura. Adesso dovrò fare qualcosa che potrebbe avere delle conseguenze. Sai perché? Beh la risposta è semplice. Vedi, quando inizio a gustare certi sapori, a vedere i colori e ad impregnarmi di odori così forti e penetranti, i miei sensi impazziscono. Questo mi porta a non saziarmi mai, a volerne sempre di più. Ecco… La mia paura sta tutta qui: non essere capace di fermarmi. È già accaduto in passato. A volte avrei desiderato prolungare certe sensazioni. Avrei voluto che durassero molto di più. Ma tutto ciò non è possibile, perché si arriva a un punto in cui non si può più tornare indietro e si deve proseguire fino alla fine. Ci vuole un grande autocontrollo per potersi fermare. Io credo di aver raggiunto quasi la perfezione, in quello che faccio. Ma le debolezze del desiderio sono sempre in agguato, e sono sempre loro che fanno capitolare. Ho bisogno del tuo sangue Rossella. No! Non devi agitarti, non voglio farti del male, ho solo bisogno di prendere un po’ del tuo sangue. Inciderò la pelle qui, sulla coscia, in modo da poterne prelevare la quantità necessaria per ciò che devo fare. Stai tranquilla, non c’è nessun rischio, so come procedere. Non esiste il pericolo che io recida l’arteria rischiando di farti dissanguare in breve tempo. Così… è un taglio lieve, superficiale, indolore. Ma è così eccitante farlo. E poi il tuo volto, che adesso sembra una maschera di paura. Rossella, sei terrorizzata? Non esserlo… Perché questo ha in me un effetto devastante. Eccitante. Se solo potessi, vorrei farti ascoltare il mio battito. Accelera sempre più, soprattutto nel momento in cui appoggio la lama sulla tua carne. I tuoi occhi si sono pietrificati e il tuo respiro si è bloccato. Ecco, in questo momento temo di non riuscire a fermarmi. Il tuo è un dolore interiore. La tua mente si sta semplicemente preparando a ciò che sarà, anche se non hai la minima idea del reale valore di tale esperienza. Non puoi urlare. Almeno questo ho voluto evitarlo. Ti ho messo del nastro sulla bocca perché non sono così masochista. Sentire la tua voce esprimere terrore e dolore, potrebbe provocarmi degli spasmi di piacere tali da costringermi a proseguire fino alla fine. E noi non vogliamo che tutto finisca adesso, vero? In questa nostra storia c’è un limite, oltrepassato il quale non resterà più niente. Giunti a quel punto, tu non avrai più niente da darmi e io non avrò più niente da chiederti. No, è ancora presto.
 

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