Il Manipolatore – Capitolo 13

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Il mattino successivo il commissario Lenzi arrivò presto in ufficio. Stava fumando, come sempre, la sua prima sigaretta guardando fuori dalla finestra semi aperta, quando entrò il Sovrintendente Bruno. «Commissario ecco i tabulati telefonici che aveva richiesto» comunicò appoggiando una serie di fogli sulla scrivania. Lenzi espirò il fumo verso l’esterno, si voltò e rispose: «Grazie Bruno. Appena arriva, faccia venire qui l’Ispettore Frediani.» «Sarà fatto» concluse il Sovrintendente prima di uscire dall’ufficio. Lenzi si mise seduto alla scrivania e iniziò a visionare i dati riportati sui documenti appena arrivati. Non era riuscito ad aspettare che fosse l’ispettore ad occuparsene. Voleva arrivare il prima possibile a una svolta. Per questo motivo aveva richiesto lui stesso di visionare i tabulati telefonici. Ciò che a lui interessava sapere era l’intestatario del numero di telefono che aveva chiamato Batini la sera della sparizione di Rossella. Il primo dato che gli balzò all’occhio riguardava il tipo di utenza: la chiamata era stata fatta da un telefono fisso. Probabilmente l’autore della telefonata aveva utilizzato qualche sistema per non rendere visibile il numero sul display del cellulare di Batini, ma ciò non era stato sufficiente per rimanere anonimo alla Polizia. Il numero aveva il prefisso di Empoli; Lenzi prese la cornetta del telefono e lo compose. Dopo due squilli una voce maschile registrata rispose: “Salve, gli uffici dello studio As.Av.E sono aperti dal lunedi al venerdì dalle ore nove alle ore tredici e dalle ore quindici alle ore diciotto. Siete pregati di chiamare in queste fasce orarie.” Guardò l’orologio, erano le otto e venti. Credo che invece di chiamarvi, vi farò visita, pensò il commissario. In quel momento sentì bussare alla porta. «Avanti» rispose lui. La porta si aprì ed entrò l’ispettore Frediani. «Buongiorno Commissario, dormito bene?» «Insomma, non molto Fred. E temo che non riuscirò a farlo fino a quando non avremo ritrovato Rossella. Indovina di chi è il numero che ha chiamato Batini?» «Intendi quello reo di averlo fatto allontanare?» Lenzi annuì con la testa. «Dell’avvocato Coppoli?» aggiunse Frediani. «Non so se sia stato lui a chiamare, di sicuro però appartiene allo studio» Lenzi piegò la testa e guardò l’ispettore incuriosito «tu avevi già qualche sospetto?» «Diciamo che quell’uomo non mi piace. Mi sembra il tipico maschio che sfrutta la sua posizione per conquistare le donne, portarsele a letto, senza aver mai intenzioni serie con loro.» «Beh, Fred, mica è un reato.» «Lo so, ma potrebbe aver trovato una donna che, scoperto il suo gioco, l’ha presa male a tal punto da compromettere anche il lavoro allo studio. E lui potrebbe non aver reagito bene...» «Architettando tutto questo?» «Perché no. Ha appena appurato che qualcuno ha chiamato Batini dallo studio, facendolo uscire di casa di proposito. Chi poteva avere interesse a farlo?» «E poi avrebbe anche messo residui di sangue della donna nel suo bagagliaio in modo da far ricadere le colpe su di lui?» aggiunse Lenzi. Frediani alzò le spalle. «Ci sono troppe cose che non mi quadrano» concluse il commissario. «Io comunque vorrei andare a fare un controllo al centro taxi» suggerì Frediani. «Per quale motivo?»
 

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