Il Manipolatore – Capitolo 14

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Ciao Rossella, vedo che la ferita sta molto meglio, tra poco sarà guarita del tutto. Ho bisogno di un paio delle tue dita. No, non devi agitarti così. Non ho intenzione di tagliarti una mano. Devi solo premere forte con i polpastrelli sopra questo tampone. Sei curiosa vero? Sì, te lo leggo negli occhi. Vedi, oggi è ancora ritenuta una prova quasi inappellabile: parlo delle impronte digitali. Non si tiene in considerazione, però, della facilità con cui è possibile falsificarle e trasferirle in ogni luogo che riteniamo opportuno. No, quando si analizzano una scena del crimine, un oggetto o una zona ritenuta importante, l’impronta digitale veicola le indagini in una direzione piuttosto che in un'altra. E se vengono trovate sul luogo le impronte di un sospettato, allora il caso si chiude molto presto. Capisci da sola che, per uno che sa come agire ed ha le competenze per farlo, diventa un gioco da ragazzi manipolare ogni cosa a proprio vantaggio. È semplice. Basta avere a disposizione un oggetto, meglio se con le pareti lisce, su cui sono state lasciate le impronte che ci interessano: per esempio un semplice bicchiere. Prima si applica con un pennello un po’ di polvere da sparo su tutta la superficie, quindi si asporta l’impronta con del nastro adesivo. Sì lo so, nei film si vede sempre una polvere chiara. È chiamata grigio-argento, ed è un composto fatto da polvere di argento e additivi. Quella che uso io, invece, è composta da nitrato di potassio, carbonella di legna e zolfo, più facilmente reperibile, almeno per me. Una volta raccolta l’impronta con l’adesivo, lo applichiamo su carta lucida e lo digitalizziamo. Sai tesoro qual è il trucco? Stampare con una stampante laser, questo perché il toner tende a formare un leggero rilievo fungendo da calco. A questo punto sarà sufficiente applicare un velo di colla da legno e, una volta essiccata, avremo la nostra bella impronta che potremo lasciare dove vogliamo. Vedi quanto è facile? Com’è soffice la tua pelle. Pensa se lasciassi sopra i tuoi indumenti, sopra il tuo corpo magari insanguinato, le impronte di qualcuno che non sia io. Chi si prenderebbe la colpa di tutto? Non devi agitarti, era solo per fare un esempio.  Però questo dovrebbe farti riflettere, no? Chi è chi? Ti sei mai chiesta se le persone che incontri tutti i giorni per strada, sono veramente ciò che dicono di essere? Il fruttivendolo sotto casa potrebbe essere in realtà un’altra persona, magari un uomo di un altro paese oppure un terrorista che nasconde nel suo appartamento le strategie di nuovi attentati. Come possiamo noi stabilire se una persona è davvero ciò che appare? Tempo fa ho letto da qualche parte di un uomo che, rimasto vedovo, ha scoperto di non essere mai stato sposato in quanto sua moglie non era mai esistita. Non ci credi? Guarda che basta avere i giusti contatti e puoi far sì che una persona compaia in un database. Oggi è tutto digitalizzato, e se non ci sono motivi importanti, chi va a controllare la tua storia di cittadino italiano? Fai un controllo all’anagrafe, risulti esistente, e tutto va come se niente fosse. I problemi accadono se qualcuno dovesse ucciderti.  In quel caso spesso le indagini vanno più in profondità, e se la tua identità è totalmente contraffatta, alla lunga la verità viene a galla. Tu Rossella, per esempio, sei veramente tu? Sto scherzando. Più ti guardo e più mi piaci.
 

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