Il Manipolatore – Capitolo 15

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Lenzi non ricordava di essersi mai imbattuto in un caso come questo. Aveva avuto a che fare in passato con omicidi o episodi di persone scomparse, ma per ognuno di essi le indagini erano state più o meno lineari. Questa volta, invece, non riusciva a trovare il bandolo della matassa. Quando gli indizi sembravano condurre da qualche parte, ecco che accadeva sempre qualcosa che capovolgeva totalmente la situazione. Certo, lui non aveva mai creduto fino in fondo che il marito di Rossella potesse essere colpevole, infatti aveva iniziato a sospettare che la moglie se ne fosse andata volontariamente. Con le ultime scoperte la sua idea era di nuovo cambiata: qualcuno aveva rapito la donna per un oscuro motivo. E non solo, ma si era anche impegnato per far ricadere la colpa sul marito. Questa ipotesi, all’inizio poteva avere un senso. Tuttavia, per come erano andate le cose, chi lo aveva messo in atto si era rivelato approssimativo e molto ingenuo. I sospetti su Batini, infatti, erano durati molto poco e non poteva essere diversamente. Ora però si erano aggiunte nuove prove, nuovi indizi che sembravano piovere dal cielo. O forse, durante le precedenti indagini, non erano stati bravi a capire come stavano veramente le cose. Il Commissario Lenzi attese che tutti si mettessero seduti prima di iniziare a parlare. «Ho indetto questa riunione per fare il punto della situazione: è il momento di stringere con le indagini e arrivare a qualche risultato il più in fretta possibile. La scomparsa dell’avvocato Rossella Manni sta iniziando ad avere dei risvolti non previsti. E purtroppo le possibilità di ritrovarla in vita si riducono ogni giorno di più.» «Ci sono novità sui rilievi?» chiese un agente. «Appunto di questo volevo parlare» rispose Lenzi «La scientifica ha lavorato per giorni sulle auto dei coniugi Batini e all’interno del loro appartamento. I risultati delle analisi hanno portato alla luce delle impronte sconosciute. Abbiamo fatto dei confronti con quelle in archivio e non abbiamo trovato riscontri. E tutto ciò può solo significare che il nostro uomo non è un pregiudicato.» Il commissario si alzò in piedi, prese una foto stampata dalla scrivania, e con una puntina la appese alla lavagna dietro le sue spalle. «Questo è il suo amante. L’avvocato Valerio Coppoli, dello studio As.Av.E di via Roma.» «Pensa sia tutta opera sua, Commissario?» domandò uno dei presenti. «Più che ritenerlo responsabile, al momento è un sospettato come altri. Ma in queste ultime ore si sono aggiunti degli indizi che lo mettono maggiormente in luce.» «Il marito è stato tolto dalla lista dei possibili colpevoli o è sempre un indiziato?» «Al momento appare il meno probabile. Le immagini della videosorveglianza di viale Petrarca attestano la sua presenza in un luogo diverso da quello di casa sua nell’arco di tempo in cui sua moglie è sparita.» Lo sguardo di Lenzi si indirizzò verso l’ispettore Frediani. «Il tuo colloquio con il tassista a cosa ha portato?» L’ispettore si alzò in piedi e raggiunse Lenzi dietro l’ampia scrivania. «Il centro taxi ha ricevuto una chiamata quella sera alle ventuno e cinque. Il tassista ha riferito di aver portato un uomo nei pressi della residenza dei Batini e di averlo visto salire su un’auto; non ricorda il modello ma rammenta si trattasse di un’utilitaria. Non è stato in grado di darmi una descrizione accurata del soggetto, ma ha comunque accennato al suo aspetto: biondo, ben vestito e alto più di un metro e settanta» con la mano Frediani indicò la foto dell’Avvocato Coppoli. «Ottimo lavoro Fred» commentò Lenzi regalandogli una pacca sulle spalle prima che tornasse a sedersi al suo posto.
 

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