Il Manipolatore – Capitolo 15

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«Ovviamente questo non sarebbe sufficiente per un’incriminazione» continuò il commissario, «ma ci sono altri particolari che fanno propendere le indagini verso questa direzione.» Lenzi prese alcuni fogli in mano e li attaccò accanto alla foto dell’avvocato. «In questi tabulati telefonici è riportata chiaramente la telefonata ricevuta da Batini alle venti di quella sera. La chiamata è partita da un telefono all’interno degli studi dell’As.Av.E. Ovviamente non sappiamo chi sia stato materialmente a telefonare, però...» «Tutto lascia pensare che potrebbe essere opera del Coppoli» intervenne un agente. «Diciamo che tra tutte le persone che avevano la possibilità di usare quell’apparecchio, l’avvocato poteva avere un valido motivo per farlo.» «Quindi è tutto premeditato» aggiunse l’agente Lotti. «È troppo ben organizzato per non pensare che lo sia… Comunque questa sarà la pista che seguiremo da ora in poi. Io andrò a parlare con questo Avvocato, e in quel frangente gli chiederò di lasciarci la possibilità di confrontare le sue impronte con quelle che abbiamo trovato. Tu, Frediani, andrai a mostrare una foto di Coppoli al tassista, vediamo se lo riconosce.» «Sarebbe utile perquisire la sua auto, non crede?» suggerì l’agente Lotti. «Sì, infatti prima di andare chiederò al Magistrato di rilasciarmi il mandato. Bruni, formi una squadra e fate una ricerca sul passato di Coppoli. Voglio sapere tutto di lui, anche quante volte va in bagno.» «Sarà fatto» rispose il Sovrintendente. «Bene, direi che abbiamo concluso... Al lavoro. Voglio dei risultati al più presto» concluse il commissario. I presenti si alzarono tutti e, accompagnati da un continuo mormorio, uscirono dalla stanza. Rimasti soli, Frediani si avvicinò al commissario Lenzi. «C'è qualcosa che ti turba, vero?» domandò l'ispettore. «Non lo so Fred. Una donna sparisce nel nulla e, per come avviene, tutto porta a pensare che dietro ci sia suo marito. Però, come abbiamo potuto appurare, i fatti dicono che lui è innocente. Qualcuno quindi ha tentato di far ricadere la colpa su di lui, ma… Chiunque sia stato non si è preoccupato di fare le cose in maniera accurata, motivo per cui la versione dataci dal Batini ha trovato quasi subito dei riscontri. Sembra quasi che sia stato fatto un lavoro a metà.» «In che senso?» «Pensaci Fred. La telefonata fatta a Batini per farlo allontanare, il sangue di Rossella trovato nel bagagliaio della sua auto, il taglio effettuato sulla ripresa della videosorveglianza, sono tutti episodi messi in atto per colpevolizzare il marito.» «Il sangue potrebbe essere casuale...» «No! La scientifica ha chiaramente specificato che quella traccia è stata lasciata successivamente alla sparizione di Rossella. Ricordi? Abbiamo per questo sostenuto che Batini avesse tenuto il corpo di sua moglie dentro casa per alcuni giorni.» L'ispettore annuì e fissò il commissario continuando ad ascoltare le sue elucubrazioni. «Tuttavia,» continuò Lenzi, «chiunque sia stato, non si è minimamente preoccupato di lasciare tracce fondamentali che discolpano Batini: le impronte non sue in ogni luogo, le riprese della video sorveglianza di viale Petrarca; anche la telefonata stessa è un elemento a suo favore...» «Tra l’altro, per quanto riguarda il taglio fatto al video, chi lo ha eseguito doveva conoscere bene la casa e sapeva come manomettere la registrazione» aggiunse Frediani. «Sì, esatto. Capisci quindi ciò che voglio dire? Se per certi versi, tutto questo sembra opera di una mente diabolica, che ha fatto ogni passo con un obiettivo ben preciso, sotto altri aspetti, invece, sembra quasi un ingenuo che ha commesso degli errori davvero banali.» «E se non fossero degli errori?» domandò Frediani. «Che cosa intendi dire?» «E se tutte le prove a favore di Batini fossero state lasciate di proposito?» «Beh, Fred… A che pro?»
 

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