Il Manipolatore – Capitolo 15

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«Questo non lo so, però riflettici: a una mente calcolatrice non sarebbe sfuggito il fatto che, mandando Batini in ufficio, oltre ad allontanarlo da casa, gli avrebbe allo stesso tempo regalato un alibi. Inoltre avrebbe dovuto sapere che noi saremmo riusciti a risalire al luogo in cui è stata rapita Rossella, e di conseguenza avremmo controllato la registrazione, rendendoci conto del taglio. Aver lasciato le impronte lì sopra, è un ulteriore elemento che toglie il marito dai sospettati. E non ultimo, aver preso il taxi lasciandoci tra le altre cose una sua descrizione, dai… Possibile che siano tutti errori?» Un attimo di silenziò regnò nella stanza. Entrambi cercavano tra i loro pensieri una spiegazione che fosse almeno plausibile. «E se avesse voluto che Batini fosse tolto dalla lista dei sospettati?» ipotizzò Frediani. «E per quale motivo avrebbe fatto una cose del genere?» «Beh, ad esempio per farci perdere tempo.» «Tempo per cosa?» domandò Lenzi. «Boh, non saprei dirlo, però se fosse stato questo il suo obiettivo, avrebbe raggiunto il suo scopo, no?» «Ma allora che senso avrebbe avuto lasciarsi dietro tutta quella scia di indizi. Se voleva depistare le indagini sarebbe stato sufficiente mettersi dei guanti prima di entrare dentro la dimora dei Batini, e non cospargere di impronte le loro auto. E invece di prendere un Taxi avrebbe potuto escogitare qualcosa di diverso. E la domanda rimane comunque invariata: qual è il suo obiettivo, cosa vuol fare?» «In effetti tutto ciò non ha molto senso. E alla luce di questi ragionamenti, mi chiedo quanto siano attendibili le tracce trovate» disse Frediani. «Ti riferisci alle impronte a alla testimonianza del tassista?» «Beh, sì. Tutto sommato Coppoli non è l’unica persona bionda a questo mondo che sia alta più di un metro e settanta e che veste bene. E le impronte… Sappiamo bene entrambi come funziona la cosa.» «Vero. Per questo tu adesso andrai a far vedere la foto dell’avvocato a quel tassista. Magari se siamo fortunati lo riconoscerà e a quel punto non ci saranno più dubbi. E io farò in modo di confrontare le sue impronte digitali con quelle rilevate.» Il commissario sorrise e appoggiò la sua mano sul braccio di Frediani «Magari la fortuna si deciderà a girare dalla nostra parte e troveremo prove inconfutabili.» «Speriamo...» si limitò a sussurrare l’ispettore. Insieme si diressero verso l’uscita della stanza, pronti a dividersi per andare a svolgere i loro rispettivi compiti. Entrambi carichi di speranza, ma allo stesso tempo sfiduciati per quello che era emerso dalla loro conversazione appena terminata.
 

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