Il Manipolatore – Capitolo 16

image_pdfimage_print
Il commissario Lenzi arrivò all'ingresso degli studi As.Av.E insieme all'agente Lotti. Non aveva idea di cosa dovesse aspettarsi da quell'incontro, ma non era così ottimista come aveva fatto credere durante la riunione. In tutta quella storia c'era qualcosa che non gli quadrava, ma non riusciva a capire cosa fosse. Quando fu all'interno dell'atrio che introduceva negli uffici dello studio legale, gli venne incontro un uomo. «Posso esservi utile? Avete un appuntamento?» domandò ai due. «Sono il commissario Lenzi del commissariato di Empoli e avrei bisogno di parlare con l'avvocato Coppoli» rispose, mentre con la mano tirò fuori il tesserino di riconoscimento. «Commissario, un attimo...» con un gesto della mano l'uomo richiamò l'attenzione di un suo collega che si avvicinò subito. «Fabrizio, questo è il commissario Lenzi e vorrebbe parlare con Coppoli. Sai se è libero?» Il commissario li guardò con aria curiosa. «In questo studio lavorano quattro avvocati, e ognuno di loro ha il proprio segretario. Non siamo a conoscenza degli impegni di tutti» spiegò Gianconi accortosi dello sguardo stranito di Lenzi. «Ok, non è importante. L'avvocato Coppoli può ricevermi adesso?» «Al momento ha un cliente, ma non dovrebbe averne ancora per molto» rispose. Il commissario seguì Gianconi alla sua scrivania che, dopo essersi seduto su un angolo di essa, prese la cornetta del telefono ed effettuò una chiamata. Attese alcuni secondi, quindi iniziò a parlare: «Avvocato c'è qui il Commissario Lenzi che vorrebbe parlare con lei... Sì... Bene, glielo riferisco. Ok.» Dopo aver attaccato la cornetta si voltò verso Lenzi: «Se può attendere dieci minuti, sta terminando con il cliente e sarà a sua disposizione.» «Perfetto, attendiamo...» «Avete notizie di Rossella?» domandò Gianconi. Il commissario lo guardò piegando la testa. «Ho avuto modo di parlare più volte con l'ispettore Frediani riguardo la scomparsa dell'avvocato Manni, quindi ho pensato che la sua visita riguardasse lei.» «Ah... Sì, in effetti è questo il motivo della mia visita, ma non ci sono novità, o almeno niente che possa rivelare adesso» rispose Lenzi. Il commissario aveva saputo, dall'ispettore Frediani, dello strano regolamento di quello studio in merito all'assunzione di personale femminile e pensò che la presenza di Rossella poteva essere stato un ottimo elemento destabilizzante. Del resto, nonostante l'avesse vista solo in fotografia, aveva intuito benissimo che si trattava di una donna che poteva far girare la testa a chiunque. E il fatto che un avvocato dello studio avesse intrecciato una relazione con lei, poteva mettere a repentaglio l'equilibrio di chi ci lavorava. «In quanti sapevano del rapporto tra Rossella e l'avvocato?» domandò il commissario senza temere di apparire troppo diretto. «Non posso affermarlo con certezza, ma credo di essere stato l'unico a esserne a conoscenza» rispose. «Nel senso che adesso lo sanno tutti?» «Questo non lo so, ma sicuramente anche gli altri avvocati si saranno chiesti come mai la Polizia sia spesso qui. E può darsi che la relazione tra l'avvocato e Rossella non sia più un segreto.» «E questo potrebbe aver creato qualche dissapore?» «Tra gli avvocati? Boh, non lo so. C'è un regolamento...» le parole di Gianconi rimasero sospese, come se fosse compito del commissario terminare quel pensiero. «Secondo lei, quanti avrebbero voluto avere una storia con lei?» Gianconi abbassò lo sguardo. «Lei per esempio? Le piaceva la Manni?»
 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *