Il Manipolatore – Capitolo 18

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L’avvocato Coppoli arrivò in commissariato in mattinata come aveva promesso. Per iniziare rilasciò le impronte digitali, che furono immediatamente inviate al reparto della scientifica per compararle con quelle rilevate nell’appartamento dei coniugi Batini e nelle loro auto. Fu inoltre sottoposta a minuzioso controllo anche la sua vettura. Lui invece venne invitato ad accomodarsi nella saletta degli interrogatori. Mentre si avviava in compagnia del commissario Lenzi, chiese se fosse stato iscritto ufficialmente nel registro degli indagati o se quella fosse ancora “un'assunzione di informazioni” utile ai fini dell'indagine. In realtà era ormai chiaro per tutti che i sospetti su di lui erano più di un'ipotesi. «Sappiate che le dichiarazioni che rilascerò non saranno utilizzabili in nessun caso. O mi ufficializzate l’incriminazione e procedete come per legge all’interrogatorio di garanzia, a cui deve presiedere anche il mio avvocato, oppure sarà semplicemente una chiacchierata» disse Coppoli. «Non credo ci sia niente di ufficiale, comunque a breve arriverà il PM Marconi e le chiarirà ogni cosa» Lenzi lo invitò a sedersi su una delle sedie presenti intorno al tavolo nella stanza e dopo avergli accennato un saluto con la testa uscì. Entrò nella stanza attigua da cui, tramite la finestra a specchio, poteva osservare l’interno della saletta. Coppoli era nervoso. Si muoveva sulla sedia agitando le mani una contro l'altra. Ogni tanto scuoteva la testa come se fosse in disaccordo con i propri pensieri. Dopo alcuni minuti entrò il Magistrato. «Buongiorno avvocato e scusi se l’ho fatta attendere» disse Marconi andando a sedersi di fronte a lui. Coppoli scosse la testa senza pronunciare alcuna parola. Era visibilmente scocciato per tutta quella situazione. «Vorrei porle alcune domande se per lei va bene» iniziò Marconi. «Chieda pure.» «È mai stato nell’appartamento dell’avvocato Manni?» «No, mai!» la voce di Coppoli era decisa. «E nelle auto dei due coniugi?» «In che senso?» domandò perplesso. «Voglio dire, è mai entrato nell’abitacolo delle vetture dei coniugi Batini?» domandò il PM. «Forse in quella di Rossella, ma non ne sono sicuro.» «E in quella di suo marito?» insisté il magistrato. «No, non vedo perché avrei dovuto farlo.» «Vorrei chiederle un’altra cosa: all’interno della sua auto, è possibile che possano esserci tracce della Manni?» «Credo sia possibile, sì.» «Naturalmente, facciamo sempre riferimento all’abitacolo, giusto?» «Sicuramente non l’ho ospitata nel bagagliaio» rispose l’avvocato con un’apparente punta di ironia. In quel momento un agente, dopo aver bussato, fece il suo ingresso nella stanza. «Dottore, questi sono i risultati dalla scientifica» disse lasciando una cartellina sul tavolo. Marconi l’aprì e inizio a leggere il suo contenuto in silenzio. Ogni tanto distoglieva lo sguardo dai fogli e guardava l’avvocato. «Questo cambia molte cose» affermò Marconi. «Cosa c'è scritto in quelle carte?» chiese Coppoli. «Ne parleremo quando sarà presente il suo avvocato, che credo sia meglio chiami al più presto.» «Non capisco» balbettò l'avvocato. «Lei è seriamente indiziato per la sparizione dell'avvocato Rossella Manni. Chiami il suo avvocato e lo faccia venire, perché oggi sarà una lunga giornata.»
 

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