Il Manipolatore – Capitolo 20

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Il Commissario Lenzi aveva indetto immediatamente la riunione con i suoi uomini per assegnare i compiti. Aveva preteso che fossero eseguiti con celerità ed era stato molto chiaro. Tra l'altro non era servito molto tempo, anche perché non era complicato ciò che avrebbero dovuto fare. “In questa lista sono presenti tutti i nomi delle persone che lavorano nello studio legale As.Av.E, in via Roma. Inoltre, dovete parlare con i dirigenti dell’azienda di pulizie Ceracoli e farvi dare le generalità dei dipendenti che hanno lavorato presso lo studio. Voglio sapere tutto di ognuno di loro. Non tralasciate nessun dettaglio, esplorate il loro passato e soprattutto… Fate in fretta.” Aveva pronunciato solo queste parole e subito dopo la sala si era svuotata. L’ispettore Frediani si era alzato per ultimo e si era avvicinato al commissario. «E ora che facciamo? Aspettiamo?» domandò lui. «Sì, non ci resta molto altro da fare. Tra l’altro non sono nemmeno sicuro che questa sia la pista giusta» rispose Lenzi. «Non possiamo averne la certezza, però direi che ogni cosa porta allo studio di Coppoli. Forse qualcuno sta cercando di fargliela pagare. Oppure potrebbe essere semplice gelosia...» «Pensi a una motivazione passionale?» «Beh, perché no? Per quanto ne sappiamo noi, Rossella era una donna sposata che aveva una relazione con un collega. Non conosciamo nient'altro di lei, del suo passato e non sappiamo nemmeno se sia un habitué del tradimento.» «Resta il fatto che chiunque sia il colpevole, deve aver avuto accesso allo studio.» «Vero! Però, riflettiamoci un attimo: chi stiamo cercando è riuscito ad accedere all’interno dell’abitazione dei Batini e ha fatto in modo di lasciare le impronte nei punti importanti...» «Questo lo si può apprendere anche facendo qualche ricerca su internet» obiettò il commissario. «Trasferire le impronte? Sì, però non si è limitato solo a questo. E comunque volevo concludere il mio concetto dicendo che...» «Se ha la capacità di introdursi nella villa dei Batini, nelle loro auto e in quella dell’avvocato Coppoli, sicuramente non ha avuto difficoltà a penetrare all’interno degli studi As.Av.E» concluse Lenzi. Frediani annuì con la testa sorridendo. Rimaneva sempre piacevolmente sorpreso quando Lenzi completava le sue deduzioni. Era come se stessero pensando la stessa cosa nel medesimo istante. Non sapeva come chiamarla: coincidenza? Oppure sintonia? Non era la prima volta che succedeva. «Cosa ne pensi di ciò che ha detto il suo legale durante l’interrogatorio?» domandò Frediani. «Intendi riguardo Gianconi?» «Sì, esatto.» «Non c’è molto da dire. Il fatto che non fosse a conoscenza del processo al tassista non ha molta importanza. E non avrebbe potuto prevedere che quella sera, sarebbe stato proprio lui a rispondere alla sua chiamata.» «Se conosci la realtà di Empoli, sai che non potrebbe essere difficile come evenienza. Non è che ci siano tutti questi tassisti. E comunque in quel caso, sicuramente la storia sarà stata conosciuta e condivisa dai suoi colleghi. Insomma, una persona che ha dimostrato di aver tutta questa attenzione per i particolari non può aver sottovalutato questo aspetto.» «Certo, a meno che non fosse all’oscuro dell’avvenimento» disse Lenzi. «Proprio così» annuì Frediani. «Allora pensaci tu… scava nel passato di questo Gianconi. Cerca tutto ciò che possa riguardare i suoi spostamenti, i suoi precedenti lavori e ogni cosa possa, anche solo apparentemente, ritenersi utile alle indagini.» «Vado...» l’ispettore si voltò, appoggiò un attimo la mano sulla spalla del commissario e uscì dalla sala riunioni.
 

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