Il Manipolatore – Capitolo 21

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Il commissario Lenzi si presentò davanti a Frediani sventolando un foglio. «Ecco qua, il mandato è firmato. Adesso non dobbiamo far altro che andare a liberare Rossella.» «Sperando sia ancora viva» aggiunse Frediani. «E che diamine Fred... Un po' di ottimismo» borbottò Lenzi. I due si diressero verso l'uscita del commissariato, dove gli agenti alle volanti li stavano attendendo per recarsi all’abitazione di Fabrizio Gianconi. La sua casa si trovava fuori dal centro di Empoli. Era situata lungo la via Tosco Romagnola che portava a Montelupo Fiorentino, in prossimità del Burger King e della rampa di accesso alla FiPiLi. Qualche attimo prima di immettersi nel piccolo vicolo sterrato che li avrebbe condotti alle porte della tenuta Gianconi, il commissario tenne un breve colloquio con gli uomini della squadra speciale. Aveva ribadito quanto fosse importante puntare sull'effetto sorpresa: non doveva essere usata la sirena e dal momento in cui sarebbero giunti sul posto, l'azione doveva svolgersi in modo rapido. Non voleva che il colpevole potesse essere messo in allarme con troppo anticipo, dandogli così il tempo di scappare. Era anche sua ferma intenzione assicurarsi che non avesse nemmeno l'opportunità di far del male a Rossella qualora fosse stata ancora in vita. Purtroppo non era una reazione rara: il criminale una volta scoperto e in trappola, prima di farsi catturare, sfogava la sua rabbia sulla vittima. Tutto era pronto. Le auto della Polizia e il furgone con all'interno gli uomini delle forze speciali arrivarono nel piazzale adiacente la casa di Gianconi. Si sentivano le voci degli uomini incitarsi e coordinarsi per l'imminente irruzione. Il Commissario Lenzi e l'ispettore Frediani, insieme ad altri agenti della polizia, rimasero un po' defilati. Avrebbero atteso prima l’ingresso degli agenti specializzati e successivamente degli uomini dell’ambulanza. Loro sarebbero entrati per ultimi. Del resto non c'era molto che potessero fare. Adoro sentirti gridare così. Lo senti quanto sono eccitato? Il sapore del tuo sangue è davvero irresistibile. Mi piace leccarmi le dita... Nemmeno una goccia deve andare persa. Lo voglio tutto. Ti piace quando ti penetro? Sì vero? O ti piace di più quando affondo le mie dita nella tua carne? Ti vedo come vibri e smani ogni volta che lo faccio. E sì... grida pure! Sai, mia cara... In amore sono proprio egoista. Non mi interessa più di tanto sapere se godi oppure no. Non mi importa se riesci a raggiungere l'orgasmo o meno.  Tutto quello che riesci a fare, in ogni caso, è portarmi a questo stato di immensa eccitazione. E voglio che tutto questo sia sempre più intenso... Così! Incidere i seni, per te così sensibili, ti costringe a gridare... Ancora... E sempre più forte... Ops... Tesoro scusami un attimo. Guarda... I tuoi amici sono arrivati. Sì, ho installato delle videocamere nascoste davanti casa per poter controllare chi si aggira nei pressi. E guarda un po'... È arrivata la cavalleria tutta insieme. A questo punto credo che non potrò continuare amore mio. Non so quanto ci metteranno a entrare dentro, ma non posso rischiare di farmi trovare qui... Con te! Sai, non so nemmeno cosa fare. Potrei reciderti la carotide e farti dissanguare in pochi minuti. Oppure fare in modo che il tuo cuore, rallenti... Lentamente, fino a fermarsi.
 

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