Il Manipolatore – Capitolo 6

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Non credo di aver mai avuto una donna così bella. I suoi occhi sono profondi e il suo fisico è pura espressione di sensualità. Ma non è la sua nudità a farmi impazzire, bensì l'idea di ciò che potrei fare con lei. Mi piace quando lo sguardo delle mie donne è così intenso, così carico di quella spaventosa attesa di qualcosa che ancora ignorano. E il loro terrore è il mio piacere. Purtroppo ho la sensazione che il mio rapporto con Rossella non durerà molto, e questo mi dispiace. Quando si è svegliata ho riconosciuto nei suoi occhi lo stupore, e mi ha semplicemente detto: “Tu!” Già, io. Forse non credeva fossi capace di amarla con tutta questa passione, o probabilmente pensava che il nostro rapporto non potesse mai arrivare all'assoluto. Ho preferito che continuasse a dormire. Non la ritengo ancora pronta per tutto ciò che dovrà essere. Mi ha gridato: “Perché fai questo? Se devi uccidermi, fallo in fretta.” Oh mio Dio, no! Odio la fretta. Ma del resto lei non ha ancora capito quale sia il tipo di rapporto che ci lega. Non sa che cosa voglio per noi. Comunque non mi sbagliavo sul suo conto: lei è diversa da tutte le altre. Così forte, passionale e limpida nelle sue dimostrazioni. Non nasconde ciò che prova, e con lei non ci sono possibilità di fraintendimenti. Deve solo imparare. Accadde la stessa cosa con la mia ultima compagna. Era così simile a lei, sia nel fisico che nel carattere. Al contrario di Rossella, però, capì subito cosa volevo da lei. Ce la siamo spassata… Accidenti se lo abbiamo fatto. Ma come ogni cosa nella vita, anche quella giunse al capolinea. E tutto finì come era giusto che finisse. Se chiudo gli occhi ho, impressa nella mia mente, l’espressione del suo volto l’ultima volta che siamo stati insieme. Mi sembra di sentire ancora la morbidezza del suo corpo tra le mie mani, così come il dolce sapore del suo sangue tra le labbra. Il suo sguardo così vivo… Tuttavia è il ricordo delle sue urla, dei suoi spasmi frementi, a scuotermi nonostante sia passato del tempo. Così, dopo aver passato insieme un mese di pura passione, ho dovuto accettare l’idea di dirle addio. Oh Dio, detta così potrebbe sembrare una battuta del tutto ironica. In realtà ho accettato in ogni senso, tutto di lei: corpo e anima. Posso affermare con tutta onestà, di portare parte di lei, dentro di me. Aldilà di tutto, l'ho amata, profondamente, e ho sofferto molto il distacco. Oggi è stato il primo giorno di convivenza con Rossella. Non posso dire che sia stato un buon giorno. Nella sua espressione ho letto rabbia, oltre a odio. E non capisco perché. Non mi aveva mai guardato in quel modo. È come se al suo risveglio avesse sperato di trovare qualcun altro. O forse semplicemente avrebbe preferito non svegliarsi più… Ma per quello c’è tempo. Non ha nemmeno capito cosa sia successo, tanto più in che modo. Non si è accorta di me. Ha percepito i miei passi insieme a suoi, però alla fine è salita in auto e se ne è andata. Avevo già elaborato il mio piano, sapevo dove era diretta e avevo preparato ogni cosa. La seguii.
 

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