Il Manipolatore – Ultimo Capitolo

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A sbalordire le forze dell’ordine fu il ritrovamento di tutta una serie di materiali utili al travestimento. Oltre a parrucche c'erano anche lenti, barbe e alcune protesi. «Chi cavolo era veramente» domandò Lenzi a voce alta. «Commissario facciamo portare via tutto alla scientifica per le analisi?» aveva domandato un agente. «Sì... Sì certo, dev'essere controllato tutto. Occorre scoprire la sua vera identità.» Un paio d'ore dopo anche Frediani ritornò al capanno. «Trovato niente di utile?» gli chiese Lenzi. «No commissario. Sembra sparito nel nulla, o comunque, se ci ha visti arrivare ha avuto un discreto margine di vantaggio. A quest'ora può essere ovunque.» «E soprattutto non sappiamo nemmeno che faccia potrebbe avere» disse Lenzi scoraggiato. «Certo che... Ripensavo alle tue parole. Un tipo come quello, sono quasi sicuro che non si sarebbe fatto sfuggire l'opportunità di godersi lo spettacolo.» «In che senso Fred?» «Sono convinto che lui sia rimasto un po’ nei dintorni, in mezzo alle altre persone. Con tutto il materiale che aveva, si sarà reso irriconoscibile. Ecco, adesso ho pure il dubbio che fosse veramente pelato.» «Tutto può essere... Spero soltanto che dalle analisi della scientifica possa emergere qualcosa, e soprattutto che al suo risveglio, Rossella possa esserci di aiuto.» Le ricerche e le perquisizioni nella residenza Gianconi durarono per due giorni. Oltre al cadavere del vero padrone di casa non fu trovato altro.

Lenzi aveva fatto visita a Batini, che per giorni non si era mosso dall'ospedale. Le condizioni di Rossella erano gravi, ma non era mai stata in pericolo di vita. Almeno così avevano riferito i medici. Quando vide arrivare il commissario, il commercialista gli andò incontro e lo abbracciò. «Grazie commissario. Le saremo grati per sempre per tutto quello che ha fatto.» Per la seconda volta in pochi giorni Lenzi pensò di essere davvero invecchiato. Prima non era facilmente emozionabile, e del resto quel lavoro lo aveva reso freddo. Adesso invece faceva fatica a bloccare le lacrime e ad impedirgli di rigargli le guance. Se pensava all'origine di tutto, sapeva benissimo però che non era frutto dell'età, bensì della perdita di sua moglie. Sì, essere riuscito a restituire a Batini la consorte lo aveva emozionato. Non poteva far tornare indietro la sua, ma in qualche modo, salvando Rossella, era come se un po' lo avesse fatto. «Come sta?» domandò Lenzi. «I medici dicono che si rimetterà. Il lavoro più grande dovrà essere fatto psicologicamente, perché il trauma subito dev'essere stato veramente tremendo. Ma fisicamente non avrà problemi.» «Se può servirvi conosco un bravo psicologo.» «Grazie commissario, ci servirà senz'altro. Sa, oltre alla violenza sessuale che ha subito, quel bastardo l'ha torturata. In alcuni punti hanno detto che la pelle le è stata strappata. Quanto dolore deve aver sopportato? Non oso immaginare cosa le ha fatto... Mi viene da vomitare se ci penso.» «Già...» furono le uniche parole che pronunciò Lenzi. Nemmeno lui riusciva a rendersi conto di quanto quella donna avesse subito. Soprattutto non sopportava che il responsabile di tutto fosse ancora in libertà. «Ricominceremo tutto da capo» riprese a parlare Batini «Abbiamo avuto dei problemi in passato, ma riusciremo a venirne fuori. Tutto questo ci rinforzerà ancora di più.» Lenzi annuì e dopo averlo salutato, abbracciato per l’ennesima volta dall’uomo, se ne andò.

Dieci giorni dopo arrivarono anche i risultati delle analisi della scientifica. Lenzi era davanti alla finestra del suo ufficio a fumare l'ennesima sigaretta guardando Piazza Gramsci quando Frediani fece il suo ingresso. «Commissario abbiamo i resoconti delle analisi sui reperti ritrovati al capanno di Gianconi.»

 

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