Il mondo di John – 2

image_pdfimage_print
Ci definiscono "profilers". In realtà la nostra sezione è formata da analisti e tecnici, ma ci hanno attribuito  questa definizione perché siamo in grado di tracciare un profilo psicologico del possibile Unsub attraverso lo studio della scena del crimine, degli elementi raccolti e all’analisi di casi passati. La Behavioral Analysis Unit (Unità di analisi comportamentale) è una componente del NCAVC, il Centro Nazionale per l'Analisi del Crimine Violento, e non è come la disegnano in televisione. Per l'immaginario collettivo noi siamo un misto tra Holmes e Callaghan. In realtà il nostro lavoro ci vede per lo più impegnati alla scrivania e rare volte in strada. Ovviamente, quando è possibile, siamo presenti sulla scena del crimine. Oppure possiamo partecipare in maniera attiva alle indagini, del resto siamo pur sempre degli agenti dell'FBI.  Tuttavia non ci vedrete mai coinvolti in scontri a fuoco o in irruzioni armate. Le sezioni del BAU sono quattro: io appartenevo a quella che si occupa delle violenze contro le persone adulte. Erano le autorità locali a richiedere la nostra consulenza ogni qual volta si presentava un crimine violento, soprattutto se aveva le caratteristiche della serialità. A fare da tramite era quasi sempre il coordinatore locale del NCAVC che, una volta venuto a conoscenza di un caso, lo comunicava ai capi delle sezioni adeguate. «Forse hanno bisogno di noi» esordì Roger entrando nella sala operativa. Ci voltammo un attimo verso di lui e subito dopo orientammo lo sguardo in direzione del grande schermo appeso al muro di fronte a noi, sicuri che da lì a poco sarebbero apparse delle immagini. La prima foto che ci fu mostrata ritraeva un anziano seduto per terra appoggiato a un pino. Sulle sue gambe era posata la stampa di una scacchiera su cui si notava una casella barrata da una croce. «L'uomo che vedete si chiamava Maurice Hobbs. Aveva 75 anni ed è presumibile che stesse facendo un'escursione al First Landing State Park quando è stato aggredito.» «Il First Landing  è uno dei parchi di Virginia Beach, giusto?» domandai. «Sì John, proprio così» rispose Roger che proseguì «per questo ci recheremo tutti sul posto. Non è lontano da Quantico.» «Aleksandr Picuškin» la voce di Steve risuonò nella sala. Tutti ci voltammo con aria interrogativa verso di lui. Non era un nome nuovo, ma in quel momento non riuscivo ad associarlo ad un volto. «Era conosciuto come il Serial Killer della Scacchiera» Steve si alzò in piedi e si avvicinò allo schermo «il secondo omicida seriale più prolifico della Russia. Fu arrestato nel 2006.» «Pensi possa trattarsi di un emulatore?» domandò Roger. «Non lo penso, ne sono sicuro. Guardate il foglio sulle gambe della vittima» prese una stecca di legno appoggiata al muro e l'usò per indicare la scacchiera «Picuškin confessò che dietro ai suoi delitti c'era un progetto che definì "grandioso": uccidere tante persone quante sono le caselle della scacchiera, segnando con una croce ogni vittima.» «E ci riuscì?» domandò Teresa, l'unica donna della nostra squadra. «No, le autorità ritrovarono quarantotto cadaveri, anche se lui nella sua confessione dichiarò di aver commesso almeno sessantuno omicidi» rispose Steve. «Se è un emulatore, non si fermerà fino a quando non avrà completato l'opera» intervenne Roger. Si voltò verso di me «Tu, John, andrai insieme a Steve dal medico legale. Io e Fred andremo a parlare con la famiglia che ha ritrovato il cadavere.» Si avvicinò a Teresa «Tu e Mike andrete sulla scena del crimine. Cerchiamo di raccogliere più dati possibili fin da subito. Abbiamo un vantaggio rispetto al solito: sappiamo qual è il suo scopo.» Roger si voltò verso Jacob: «Tu resterai qui a scansionare il VICAP con i dati che ti invieremo.» Dopo aver terminato di impartire i compiti, ci osservò un attimo e come sempre, prima di uscire, l'ultima frase fu: «Forza ragazzi... mettiamoci al lavoro.» Il medico incaricato di eseguire l'esame autoptico si chiamava Martinez. Aveva chiari lineamenti sudamericani, era alto poco più di un metro e sessanta e decisamente amante della buona tavola. Ci riferì che l'uomo era stato colpito più volte al cranio con un corpo contundente. «Potrebbe essere stato usato un martello?» domandò Steve. «Da un primo esame direi di sì ma, per potervi dare delle risposte più precise, dovrete aspettare almeno domani.» «Se siamo fortunati» aggiunse Steve «dal tipo di trauma craniale, mediante il toolmark, potremmo individuarne anche il tipo.» «Datemi ventiquattro ore e avrete le vostre risposte» concluse il medico. La sera ci ritrovammo tutti nella hall dell'hotel in cui soggiornavamo. «Abbiamo guardato le foto scattate sulla scena e fatto un sopralluogo. È chiaro che l'uomo è stato ucciso sul posto e poi appoggiato al pino» spiegò Mike. «Una messa in scena per noi» affermò Steve. «Se ha fatto tutto per noi non lo so, ma senza dubbio la vittima è stata aggredita una decina di metri prima e poi trascinata fino all'albero. Le tracce di sangue parlano chiaro» concluse Mike. «Credo che sia stato posizionato in quel modo per i visitatori e non per noi. In estate quel parco è molto frequentato specialmente da famiglie. Ha fatto in modo che, chiunque si fosse accorto di lui, avrebbe dovuto avvicinarsi per capire che non era seduto a riposare all'ombra» intervenne Roger. «Chi lo ha trovato ti ha dato informazioni utili?» domandai. «Niente che non fosse rilevabile sulla scena. Stavano andando in campeggio e hanno visto l'uomo seduto, appoggiato al pino. La persona con cui ho parlato ha detto di aver intuito subito che ci fosse qualcosa di strano in quell'anziano. Si è avvicinato ed ha capito che era morto, così ha dato immediatamente l'allarme.» Ognuno si ritirò nella propria stanza. Ci eravamo dati appuntamento per il mattino dopo. Chiuso nella mia stanza passai un'ora al telefono con Claire. Cercai di non farle capire come in realtà mi sentivo. Avevo addosso una sensazione di inquietudine strana, anomala rispetto ai soliti casi. Provai a dormire, ma con quel pensiero non ci riuscii.
 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *