IL PUNTO DI VISTA

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In realtà qui entriamo in un altro tema: quello del Narratore. Chi è e cos'è il narratore?

Quando ci mettiamo a scrivere noi abbiamo in mente la storia: probabilmente sappiamo il suo inizio, il suo sviluppo e la sua fine. Dobbiamo decidere da quale punto di vista vogliamo che essa sia raccontata, ma dobbiamo stabilire anche come narrarla e chi deve farlo. Noi siamo gli autori, ma siamo una cosa diversa dal narratore. Vi vedo con le idee un tantino confuse…

Vi è mai accaduto di dover raccontare un avvenimento a cui avete assistito? Ecco, in quel caso voi siete i narratori. Potreste essere stati protagonisti di quel dato evento, oppure essere stati presenti ed aver osservato l’accaduto o infine aver letto la notizia da qualche parte e quindi esporre qualcosa di cui non avete avuto un’esperienza diretta. Ecco, vi ho elencato i tre tipi di narratori più usati dagli scrittori. Entrando in una parte più tecnica vediamo nel dettaglio chi sono.

Il narratore può essere interno o esterno alla storia, in questo ultimo caso a sua volta può essere onnisciente oppure non onnisciente. Cosa significa? Il narratore onnisciente è colui che conosce tutto, passato e futuro dei personaggi, la loro psicologia, i loro pensieri, cosa fanno e perché: come, per esempio succede nelle favole, oppure nel caso dell’anonimo che racconta le vicende di Renzo e Lucia. Il Narratore interno, invece, che in genere non è onnisciente, coincide con un personaggio della storia e può essere o anche non essere il protagonista principale. Ho detto “in genere”, perché ci sono casi in cui anche il narratore interno può essere onnisciente, come per esempio in Il nome della rosa di Umberto Eco, in cui Adso de Melk narra da vecchio le vicende avvenute nella sua giovinezza, conoscendo quindi già lo svolgimento delle stesse.

Ed ecco arrivare la domanda: se il narratore è uno degli attori che si muovono nella storia, il punto di vista sarà il suo e la scrittura per forza in prima persona. Quindi, non è errato dire che la scelta del punto di vista è una cosa che non riguarda lo stile? No! Non è errato, perché come ho appena dimostrato, io potrei decidere di utilizzare lo stesso punto di vista pur facendo in modo che a illustrare le vicende sia una terza persona. È la scelta del narratore a influenzare lo stile. Se decido di scrivere un racconto autobiografico è ovvio che opterò per una scrittura in prima persona, perché sono sia il narratore che il protagonista. Potrei, tuttavia, decidere di redigere la stessa storia utilizzando l’identico punto di vista ma facendola raccontare da qualcun altro.

Esiste anche un altro tipo di narratore: quello che porta alla conoscenza del lettore una storia che gli è stata rivelata. In questo caso si parla di narratore di primo grado, colui che parla al pubblico, mentre di secondo grado sarà colui che, in origine, gli ha riferito il fatto. Un classico esempio è ancora una volta Manzoni con il suo romanzo I Promessi sposi.

Per concludere vorrei parlare della “Focalizzazione”. La focalizzazione è l’angolo visuale da cui sono narrate le vicende. Esistono tre tipi di focalizzazione:

Focalizzazione zero: il narratore è esterno alla vicenda. È onnisciente e quindi si pone come un osservatore al di sopra delle parti. Non adotta alcun punto di vista particolare. Si trova in diverse parti contemporaneamente e conosce più cose rispetto ai personaggi. È lui che decide cosa dire e cosa non dire, avendo la visione completa di tutto.

Focalizzazione interna: quando il narratore adotta un punto di vista interno, simile a quello che può avere un personaggio consapevole solo di determinate vicende ma non di tutti i pensieri dei suoi coprotagonisti. In questo caso colui che racconta non dispone di alcuna informazione in più e conosce le cose man mano che vengono scoperte dal personaggio stesso.

Focalizzazione esterna: quando il narratore adotta un punto di vista esterno e conosce meno rispetto ai personaggi stessi su una determinata vicenda. Si limita così a registrare alcuni aspetti dell'ambiente, le caratteristiche fisiche dei personaggi e i loro dialoghi. Questo tipo di narrazione viene spesso usata quando dev'essere preservata una certa suspence.

Prima di chiudere con questo appuntamento voglio fare un accenno alla diegesi. Con essa si intende il contenuto di una qualsiasi narrazione.

Fondamentalmente sono due i casi: quando il narratore è interno alla vicenda narrata si parla di narratore intradiegetico. Quando invece il narratore è al di fuori della storia, allora si parla di narratore extradiegetico. Il narratore intradiegetico, a sua volta, si divide in autodiegetico, quando racconta fatti che riguardano se stesso (definito anche io narrante), oppure eterodiegetico, quando i fatti riportati riguardano altri personaggi.

Concludo questo appuntamento preannunciandovi che nel prossimo approfondiremo il concetto di narratore. Vi indicherò quali sono le caratteristiche principali di ogni tipo in modo che possiate fare la scelta migliore.

Intanto potreste fare un esercizio: utilizzando l'idea di base che avete pensato la volta scorsa, scrivete un inizio (dalle 5 alle 10 righe) da punti di vista diversi. Potete fare come me e usare tre PDV. Quindi per ognuno, scrivete sia in prima che in terza persona.

Scrivere è sempre un buon esercizio per imparare a scrivere.

Alla prossima.

 

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