La quercia

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– Giulio, io lo so che non hai ucciso Dafne. È stato Marco. Quando ha telefonato, Dafne era con te, giusto? – Sì. – Marco doveva essere fuori di sé, ha obbligato Dafne ad andarsene e sicuramente l’ha aspettata al parco. Lì hanno litigato e lui deve averla violentata. Ci sono tracce del tuo sperma sul suo pene. Forse l’ha strangolata senza volerlo . E qui entri in scena tu, vero? – Non dire niente – intimò l’avvocato. – Lo sai che la scientifica può rilevare tracce anche dopo la pulizia più accurata? Giulio mi guardava, sembrava volesse esplodere in un pianto liberatorio. – Sono certo che se facessi analizzare dagli uomini della scientifica il cestello del tuo mezzo, ci troverebbero le tracce di Marco e di Dafne. – Non volevo – sussurrò Giulio. – Lo so. Quando sei arrivato tu, Marco aveva già ucciso Dafne. Aveva appena spedito gli sms. Tu hai capito cosa era successo e per rabbia ti sei scagliato contro di lui. Del resto, dai... per te non era solo sesso. – Il mio cliente non ha niente da dire – insistette l’avvocato. – Giulio, tu lo hai colpito alla testa vero? – Credevo fosse morto. Credevo di averlo ucciso – disse con un filo di voce. L’avvocato lo guardò contrariato scuotendo la testa. – E quindi hai messo in scena il finto suicidio. Il problema è che Marco era ancora vivo. – Sembrava morto – disse abbassando la testa. – Forse non si è nemmeno reso conto di quello che stava accadendo, ma è morto impiccato, Giulio. – Sono stato un idiota. Non dovevo farla andare via da sola. La voce urlante di Marco riuscivo a sentirla anch’io mentre era al telefono. Era fuori di testa. Mi sono deciso ad andare al parco, non volevo intervenire, solo assicurarmi che tutto andasse bene. Quando sono arrivato lì, ho visto la scena, e... ho perso la testa. Uscii dalla saletta dopo che Giulio era stato portato via. – Maresciallo, mi ha fatto diventare matto, ma devo farle i miei complimenti – disse il Capitano stringendomi la mano. – Grazie Capitano. – Ah, mi raccomando, il rapporto, lo voglio sulla mia scrivania. – Agli ordini – risposi con il sorriso sulle labbra.

La cosa più difficile fu raccontare tutto ai genitori dei ragazzi. Cercai di non far passare Marco per un mostro e nemmeno Dafne per una cattiva ragazza. A casa, passai davanti la mia libreria; dovrò decidermi a rileggervi prima o poi, pensai, ma non oggi. Presi il giaccone e uscii; avevo deciso di passare la serata al cinema, quella sera davano Sherlock Holmes, un mito.

 

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4 Risposte

  1. "Cosa" ha detto:

    Scorre così bene che si rimane male a scoprire che dura solo 10 pagine!
    Hai la capacità di trasmettere emozioni….una caratteristica di chi ha la scrittura nel sangue …oppure, di chi ha una bella anima………….
    Molto bello.
    Aspettiamo tutti il tuo primo libro!

  2. piera ha detto:

    Oltre aver letto il libro del quale gli ho gia scritto i complimenti ho letto i racconti ambedue avvincenti migliore pero la divisione in capitoli ora aattendo il secondo libroo

    • Fiorenzo Fiorenzo ha detto:

      Grazie.
      Sì, concordo con lei, del resto questo racconto è stato il primo che ho scritto, con uno stile ancora da maturare.

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