La quercia

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È importante ricostruire i loro movimenti per capire cosa sia successo, e perchè. Vi ha detto dove sarebbe andata? – Si. A cena, a casa di Marco. Erano fidanzati da due anni – rispose la madre di Dafne. – Quindi Dafne era a casa vostra? – domandai volgendo lo sguardo verso i genitori del ragazzo. – No, non l'abbiamo vista - disse in lacrime la madre di Marco – lui ieri sera è uscito dicendoci che sarebbe andato a cena da Dafne. – Un momento, fatemi capire; entrambi sono usciti dicendo che sarebbero andati a casa dell'altro? – Si Maresciallo - risposero all'unisono. – Ma non vi siete preoccupati quando non li avete sentiti rientrare? – No Maresciallo, ci aveva avvertiti che sarebbe rimasta a dormire da Marco – disse il padre di Dafne. – E scommetto che vostro figlio ha fatto la stessa cosa, giusto? - domandai guardando l'altra coppia di coniugi che annuirono con la testa. La faccenda si stava ingarbugliando. – Accadeva spesso che rimanessero a dormire fuori? – No. – risposero insieme. – Abitiamo a cinquecento metri di distanza. – aggiunse il padre di Dafne – Malgrado ciò, quando sapevano di fare tardi, i ragazzi rimanevano a dormire insieme, da noi o da Marco. – Ieri sera avete notato niente di strano, che so, un particolare, un atteggiamento diverso dal solito? I genitori si guardarono a vicenda, come se cercassero di unire i loro ricordi. – Niente - disse la madre della ragazza – Dafne ci aveva anche mandato l'sms della buonanotte, come faceva sempre. Guardi. Prese il cellulare e mostrò il messaggio.

"14/03/2011, 01.30

Dafne

Notte Mami. tvb"

– Anche Marco ha fatto la stessa cosa - disse il padre del ragazzo. – Vi ringrazio, per adesso è tutto. Nelle prossime ore dovremo controllare le stanze dei vostri figli. – Siamo a disposizione. Vogliamo sapere cosa è successo – disse il padre di Dafne. – Maresciallo, - il padre di Marco mi afferrò per un braccio – mio figlio non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Amava troppo la vita. – Scopriremo quello che è accaduto, glielo prometto. Tenni per me il fatto che Dafne probabilmente non era morta lì; non era il caso di far trapelare informazioni. C'è sempre il rischio che divengano in breve di pubblico dominio. – Maresciallo, il Capitano vuole parlarle – mi avvisò Paoloni. Mi congedai dai genitori dei ragazzi con una stretta al cuore. Erano il ritratto del dolore, così tangibile da poterlo toccare. – Maresciallo, che cosa può dirmi? – mi domandò il Capitano quando lo avvicinai. Lo aggiornai sui dettagli di cui ero venuto a conoscenza nei colloqui con il medico legale e con i familiari. – Mi raccomando Sanni, massima priorità a questo caso e mi tenga aggiornato. Quando tornai in caserma mi chiusi nel mio ufficio. La visione di quei ragazzi mi aveva molto turbato: una scena del genere non l'avevo mai vista. Ero in servizio in quel piccolo comune da quattro anni e avevo avuto a che fare solo con furti e risse. Mi ero già imbattuto, purtroppo, in qualche cadavere, ma si trattava di morti bianche, e le indagini non avevano presentato grosse complicazioni. La verità è che non mi sentivo all'altezza; non avevo esperienza, e tuttavia volevo far bella figura con il Capitano; inoltre avevo la sensazione che lui nutrisse scarsa fiducia nelle mie possibilità. Chiamai l'appuntato Paoloni.

 

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4 Risposte

  1. "Cosa" ha detto:

    Scorre così bene che si rimane male a scoprire che dura solo 10 pagine!
    Hai la capacità di trasmettere emozioni….una caratteristica di chi ha la scrittura nel sangue …oppure, di chi ha una bella anima………….
    Molto bello.
    Aspettiamo tutti il tuo primo libro!

  2. piera ha detto:

    Oltre aver letto il libro del quale gli ho gia scritto i complimenti ho letto i racconti ambedue avvincenti migliore pero la divisione in capitoli ora aattendo il secondo libroo

    • Fiorenzo Fiorenzo ha detto:

      Grazie.
      Sì, concordo con lei, del resto questo racconto è stato il primo che ho scritto, con uno stile ancora da maturare.

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