La quercia

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– Voglio sapere tutto di quei ragazzi. Chi frequentavano, cosa facevano di solito, dove andavano. Prendi un paio di uomini e chiedete in giro. Quando Paoloni uscì dall'ufficio telefonai al medico legale. Disse che ci sarebbe voluto un po’ di tempo per avere i primi risultati dell'autopsia e delle analisi. Mi feci assegnare un agente della scientifica, per recarmi con lui a casa dei ragazzi; speravo di trovare qualche elemento importante. La prima tappa fu da Marco. La sua era la classica camera di un ventenne. Le mura erano tappezzate da poster di gruppi rock; sorrisi vedendo quello dei Gun’s’Roses, i miei idoli quando avevo la sua età. Frugammo ovunque, ma a parte testi universitari, cd e dvd, non trovammo niente che potesse esserci utile. Portammo comunque via il computer portatile, per analizzarlo in laboratorio. La camera di Dafne era molto illuminata, grazie all’ampia portafinestra che si affacciava su un piccolo terrazzo. Il letto sembrava un accampamento di pupazzi. Il mio sguardo fu attratto dall’enorme libreria colma di testi di vario tipo, da romanzi fantasy a saggi di filosofia. – Maresciallo, qui forse c’è qualcosa di utile – disse l’agente. Nel cassetto della scrivania era conservato un diario chiuso con un lucchetto. Chiesi alla madre se sapeva dove poteva essere la chiave, ma la sua risposta fu negativa. – Prendiamolo, lo apriremo in laboratorio – suggerì l’agente. Annuii.

Lasciai che gli uomini del RIS rilevassero le impronte sul diario e dopo aver forzato il lucchetto iniziai a sfogliarlo. Andai immediatamente a leggere l’ultima pagina: "Stasera devo dirlo a Giulio. Non sarà facile, ma devo farlo". Quella frase mi lasciò perplesso. Iniziai a leggere con attenzione, sfogliando il diario al contrario, cercando di trovare il punto in cui compariva quel nome la prima volta. In una pagina che risaliva a venti giorni prima c'era un messaggio: "Lo so che se potessi parlare mi sgrideresti, ma non riesco ancora a scegliere. Amo Marco, mi fa stare bene. Se dovessi decidere di sposare qualcuno, è lui che vorrei sposare. Ma Giulio, a letto, mi fa impazzire." Chi era Giulio? Scoprirlo e parlarci era diventata una priorità. Prima di andarmene passai dal medico legale sperando di avere qualche notizia. Mi fece un certo effetto vedere i corpi dei due ragazzi distesi sul tavolo dell'obitorio; avevo l'impressione che l'aria, satura degli odori di morte, fosse più gelida del dovuto. – Dottore, ha qualcosa da dirmi? – domandai al medico che stava esaminando i cadaveri. – Io no, ma loro sì - disse indicando i due corpi. Lo guardai perplesso, massaggiandomi il mento con la mano. – Vede Maresciallo, molte persone pensano che per far tacere qualcuno sia sufficiente farlo fuori. Invece spesso un uomo parla molto di più da morto, che da vivo. – Per esempio, - disse facendo cenno con la mano di avvicinarmi – il processo post-mortem della ragazza mi dice che il suo decesso è avvenuto tra la mezzanotte e mezza e l'una. – E le ha detto anche come è morta? Dopo avermi elargito un sorriso sardonico, indicò il collo della ragazza. Vede questi segni? Sono stati causati dalla pressione di dita che hanno ostruito le vie respiratorie. In breve: è stata strangolata, e questo è avvenuto prima che venisse impiccata.

 

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4 Risposte

  1. "Cosa" ha detto:

    Scorre così bene che si rimane male a scoprire che dura solo 10 pagine!
    Hai la capacità di trasmettere emozioni….una caratteristica di chi ha la scrittura nel sangue …oppure, di chi ha una bella anima………….
    Molto bello.
    Aspettiamo tutti il tuo primo libro!

  2. piera ha detto:

    Oltre aver letto il libro del quale gli ho gia scritto i complimenti ho letto i racconti ambedue avvincenti migliore pero la divisione in capitoli ora aattendo il secondo libroo

    • Fiorenzo Fiorenzo ha detto:

      Grazie.
      Sì, concordo con lei, del resto questo racconto è stato il primo che ho scritto, con uno stile ancora da maturare.

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