La quercia

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Se non fosse stato per il contesto, avrei detto che mi stava guardando divertito mentre continuava a espormi i suoi rilievi. – Inoltre - continuò – era al terzo mese di gravidanza. – Stava aspettando un figlio? – domandai sorpreso. – Si, anche se al momento non so dirle se il padre era il fidanzato. Però posso affermare che poco prima di morire ha avuto un rapporto sessuale. Dal mio grugnito capì che volevo sapere i motivi di tale affermazione. – La quantità di liquido seminale presente è indicativo – affermò – ma c'è un'altra cosa importante. Lo fissai interrogando. Lui mi portò ai piedi della ragazza e indicò la vagina. Per una sorta di pudore, distolsi lo sguardo, anche se si trattava di un cadavere. – Alcune lesioni mi fanno pensare che prima di essere uccisa abbia subito una violenza sessuale. –E da parte di chi? – mi chiesi ad alta voce, meravigliato. Il medico legale alzò le spalle. – Del ragazzo invece cosa mi può dire? – Non molto, ho appena iniziato con lui. – Almeno l'ora della morte e la causa? – Riguardo l'ora, direi circa un'ora dopo la ragazza. Per le cause, come le ho già detto sulla scena, ho pochi dubbi: sicuramente è morto impiccato. L'unica cosa che mi insospettisce è questo trauma alla testa - disse indicandomi il punto dietro la nuca. – Da cosa può esser stato causato? – Non lo so ancora. Sicuramente gli ha fatto male, ma non so fino a che punto. Il quadro si complicava: aveva lottato con qualcuno? Si era ferito scalando la quercia? – Aspetto notizie, dottore, può essere importante – dissi prima di andarmene. Tornai al comando. Paoloni mi venne incontro sulla soglia. – Maresciallo c'è il Capitano Pedretti che la sta aspettando – disse affannato. – Calma Paoloni - risposi dandogli una pacca sulle spalle e cercando di mascherare il mio nervosismo – hai saputo niente in giro? – Niente di importante - disse mentre ci incamminavamo verso il mio ufficio. Il capitano mi stava aspettando davanti alla porta. – Allora, Maresciallo, come procedono le indagini? Misi al corrente il Capitano di tutti i dettagli che avevo appreso, sia dal diario che dal medico legale. – Inoltre – aggiunsi – avevo dato il compito all'appuntato Paoloni di parlare con chi conosceva le vittime. – E cosa ha scoperto, appuntato ?- domandò volgendo lo sguardo verso Paoloni. – Niente di rilevante. Molti li conoscevano: bravi ragazzi e bella coppia. Un fulmine a ciel sereno, hanno commentato all'unanimità. Anche i loro docenti universitari li ricordano come due giovani studiosi e a posto, molto legati. Solamente il professore di Letteratura contemporanea ha notato che alle ultime lezioni si erano seduti lontano; ha pensato a un banale litigio, che assume ora un peso diverso. – E di questo Giulio cosa sappiamo? – domandò il capitano. – Ancora niente. Dovremo cercarlo tra i loro conoscenti, sperando che sia di questa città, altrimenti sarà come cercare un ago in un pagliaio – affermai. – Perché non controllate i tabulati telefonici della ragazza? Se aveva una relazione con questo Giulio, gli avrà fatto almeno una telefonata. Mi sarei preso a schiaffi. Come avevo fatto a non pensarci.

 

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4 Risposte

  1. "Cosa" ha detto:

    Scorre così bene che si rimane male a scoprire che dura solo 10 pagine!
    Hai la capacità di trasmettere emozioni….una caratteristica di chi ha la scrittura nel sangue …oppure, di chi ha una bella anima………….
    Molto bello.
    Aspettiamo tutti il tuo primo libro!

  2. piera ha detto:

    Oltre aver letto il libro del quale gli ho gia scritto i complimenti ho letto i racconti ambedue avvincenti migliore pero la divisione in capitoli ora aattendo il secondo libroo

    • Fiorenzo Fiorenzo ha detto:

      Grazie.
      Sì, concordo con lei, del resto questo racconto è stato il primo che ho scritto, con uno stile ancora da maturare.

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