La quercia

image_pdfimage_print

– No, non è andata così - gridò Giulio - lei non aveva nessuna intenzione di lasciarmi ed era molto indecisa se tenere il figlio. E' venuta da me, mi ha detto della gravidanza, abbiamo fatto sesso e se n'è andata. Io non l'ho uccisa, quando è andata via era viva. – Allora perchè ha mentito? – incalzai. – Perchè avevo paura. Lo sa che mio padre è il sindaco. Non volevo essere coinvolto e rischiare di metterlo in difficoltà. In quel momento entrò il Capitano Pedretti. – Maresciallo può uscire un attimo dovrei parlarle. Lo seguii nel suo ufficio che era vicino alla stanza degli interrogatori. – Che cazzo sta facendo – urlò. – Sto interrogando un probabile assassino – risposi. – Ma cosa diavolo farnetica! Ragioni un attimo... – E' quello che ho fatto. E stavo arrivando al punto prima che arrivasse lei – Ma quale punto. Lo vuole capire che quel ragazzo non c'entra niente? – Senta Capitano, Marco aveva scoperto di loro due. Su questo non ho dubbi e i pochi che avevo me li hanno tolti i genitori dei ragazzi ieri. Gli raccontai del colloquio con loro e continuai: – Marco alle dieci chiama Dafne e sono sicuro che lei era con Giulio. – Ovvio che era con lui, ci stava facendo sesso. Ma secondo lei, dopo la violenta, la uccide e poi uccide Marco. Non contento prende lo sperma e glielo spalma sul pene, e poi li impicca. Maresciallo su…. – Di sicuro Giulio sa più di quello che dice – replicai – ad esempio, come lo spiega il trauma cranico di Marco? Il Capitano era visibilmente contrariato. Puntare il dito contro il figlio del Sindaco lo metteva in una situazione di altissima tensione. – È ovvio maresciallo – continuò – Marco aveva scoperto tutto. Anche il trucco di Dafne per vedersi con Giulio. L'ha seguita, poi l'ha chiamata e gli ha dato appuntamento al parco. Qui hanno discusso. Lui l’aggredisce e lei lo colpisce alla testa. Il colpo lo infuria, la violenta e mentre lo fa la strangola. Dopo aver realizzato ciò che aveva fatto, in preda alla disperazione, si è tolto la vita. – Ma perché quella messa in scena? – domandai dubbioso. – Forse decide di far passare tutto come un duplice suicidio sperando di non far nascere dissapori tra le famiglie o forse per farla pagare a Giulio. Fatto sta che è stato lui a inviare l’sms ai genitori di Dafne; conosceva sicuramente cosa scriveva di solito lei nel messaggio della buonanotte e senza dubbio, solo lui poteva sapere cosa scriveva nel suo. Così tornerebbero anche i tempi. Prima uccide Dafne e poi un 'ora dopo muore lui. – Ma resta sempre il problema della quercia, Capitano. – Maresciallo, il ragazzo aveva un bel fisico allenato, era forte e muscoloso. Avrà preso la corda, l'avrà annodata intorno al collo di lei e poi è salito sull'albero. Da lì ha sollevato il corpo, legato la corda e poi si è impiccato lui stesso. – No. Non riuscirà a convincermi di questo. E' tutto troppo complicato e calcolato per essere frutto di un raptus. – Dia retta a me, questa vicenda, per quanto triste, è risolta così – concluse il capitano. Uscii dall’ ufficio completamente fuori di me. – Lascia andare Giulio – dissi a Paoloni che stava aspettando fuori. – Ma... – Ma un cazzo, lo lasci andare. Io esco, ho bisogno di riflettere.

 

Potrebbero interessarti anche...

4 Risposte

  1. "Cosa" ha detto:

    Scorre così bene che si rimane male a scoprire che dura solo 10 pagine!
    Hai la capacità di trasmettere emozioni….una caratteristica di chi ha la scrittura nel sangue …oppure, di chi ha una bella anima………….
    Molto bello.
    Aspettiamo tutti il tuo primo libro!

  2. piera ha detto:

    Oltre aver letto il libro del quale gli ho gia scritto i complimenti ho letto i racconti ambedue avvincenti migliore pero la divisione in capitoli ora aattendo il secondo libroo

    • Fiorenzo Fiorenzo ha detto:

      Grazie.
      Sì, concordo con lei, del resto questo racconto è stato il primo che ho scritto, con uno stile ancora da maturare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *