LEGGERE, LEGGERE, LEGGERE…

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23APRILEIl 23 Aprile sarà la giornata internazionale dedicata al libro. Vorrei provare a parlare della lettura svestendo i panni dello scrittore, perché è troppo semplice invitare le persone a leggere con il solo scopo – o speranza – di aumentare le vendite del proprio libro. Leggere fa bene. Non è un'inutile perdita di tempo come molti ritengono. Leggere allarga la mente e aiuta a comprendere meglio ciò che ci circonda. Leggere invita alla riflessione, alla stimolazione immaginativa, alla comprensione e alla ricerca. Leggere facilita la comunicazione con gli altri, amplia il proprio vocabolario e insegna una corretta esposizione dei propri pensieri.

L'Italia è un paese di scrittori ma non di lettori

Sembra una frase fatta però è una verità. Io dico sempre che “L'Italia è un paese fatto di Allenatori, Cantanti e Scrittori.” Tutti sono concordi con il ritenere necessario un passato da calciatore per poter intraprendere una carriera da allenatore. Non è importante il livello raggiunto come giocatore ma è fondamentale aver avuto esperienze sul campo. Un cantante non può esimersi dall'affrontare uno studio sul canto, sulla tecnica e sulla conoscenza del suo strumento che è la voce. Per quale motivo si ritiene che per scrivere non sia necessaria nessuna “competenza”? Mi sembra superfluo dire che la caratteristica principale di chi vuole cimentarsi nella scrittura sia una discreta padronanza della lingua. Ma occorre altro... Non basta saper scrivere correttamente in lingua per essere in grado di comporre un romanzo, un racconto, una poesia o qualunque altra composizione frutto della fantasia. Leggere... Leggere... Leggere Il libro è la palestra dello scrittore e di questo ne sono convinto. Non solo come fonte di documentazione ma proprio come bagaglio esperienziale, come cassetto degli attrezzi, utile alla stesura dell'opera. Non si può scrivere senza aver letto. E questo è un errore che molti commettono. Pensano di essere esonerati da questo vincolo, di essere dotati di chissà quale dono. Non nego che possa esistere in questo mondo qualche eccezione, ma appunto, di eccezione si tratta. Un romanzo (o racconto) scritto da una persona che non legge, si riconosce e le case editrici lo individuano subito. Nonostante ciò, sono decine i manoscritti che ogni giorno raggiungono la casella di posta degli editori e molti di questi vengono cestinati prima ancora di raggiungere l'ultima pagina. Leggere... Leggere... Leggere Spesso un esordiente crede, per il solo fatto di aver pubblicato un libro, che la vendita gli sia dovuta. Non è così, nemmeno se hai la fortuna di pubblicare per Mondadori. Basta porgli la domanda: “Tu, quanti libri hai letto di un esordiente?” La grande maggioranza risponderà “nessuno”. Però, pretende che gli altri leggano il suo. Leggere... Leggere... Leggere E veniamo a questo 23 Aprile. Non mi piace la divulgazione di alcuni titoli a discapito di altri. Mi appare come una semplice operazione pubblicitaria. Qual è il criterio con cui vengono scelti? Vogliamo invitare le persone alla lettura? Io sono d'accordo. Allora, che ognuno prenda un libro, di quelli presenti nella propria libreria di casa, a sua scelta, e lo regali a qualcuno di sua conoscenza che ritiene non essere un lettore. Ma per favore, non facciamo apparire questo evento come la solita operazione commerciale. E soprattutto facciamo in modo che non lo sia... Io ho scelto un libro da regalare... E tu?    

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