L’Indizio – Capitolo 11

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Lasciò cadere la penna che, poco prima, aveva preso per iniziare a scrivere sulla carta da lettere: avrebbe continuato dopo. Era troppo impegnato a godersi lo spettacolo, che  i due amanti gli stavano fornendo, grazie alla webcam installata nella camera di De Simone il giorno prima. Era interessato più che altro alla performance sessuale del professore. Cliccando su una icona a forma di lente, l'immagine si ingrandì per effetto dello zoom. Così facendo il video si riempì completamente dell’immagine del corpo di De Simone.  Riusciva a vedere in modo nitido quello che accadeva su quel letto.
I hear you calling and it's needles and pins I want to hurt you just to hear you screaming my name Don't want to touch you but you're under my skin I want to kiss you but your lips are venomous poison
Nella stanza, di tanto in tanto, si udivano i suoi gemiti, emessi involontariamente. Ma il suo piacere non era tanto per quello che stava guardando, bensì per ciò che immaginava. La sua mente stava vivendo la fantasia che, nelle ore successive, si sarebbe adoperato per rendere reale.
Poison, oh no Runnin'deep inside my veins, Burnin'deep inside my veins It's poison I don't want to break these chains
Ogni volta che passavano davanti ai suoi occhi   scene particolarmente eccitanti cliccava con il mouse su un pulsante verde. In tal modo fotografava quegli attimi e salvava le immagini che lo avevano colpito. «Sì... è proprio così che ti prenderò» la sua voce ansimava nel pronunciare quelle parole. In quel momento aveva iniziato a cliccare sul pulsante con più frequenza. Quello che stava osservando gli piaceva. Bianca era in ginocchio, sul letto, con le mani appoggiate alla spalliera. De Simone alle sue Spalle la stava tenendo per i capelli muovendosi con decisione ed energia. «Sì Giulio... muoviti così... wow!» la sua voce si faceva sempre più su di giri. Intuendo la vicinanza al culmine del piacere dei due amanti, la sua eccitazione raggiunse il massimo. Il suo respiro si fece affannato mentre con la mano accarezzava il monitor proprio in prossimità del loro intimo contatto. Muoveva le dita come se avesse voluto accompagnare il movimento pelvico di De Simone. Gli piaceva anche il corpo di Bianca. Aveva avuto modo di vederlo da vicino quando l'aveva legata al termosifone. Ricordava la sua pelle delicata e morbida e il piacevole profumo. Per un attimo si rammaricò di non averne approfittato, del resto in quella situazione lei non avrebbe potuto respingerlo. I due amanti avevano terminato.  Compiaciuto, restò alcuni attimi a guardare i due corpi esausti, distesi uno di fianco all'altro. «A presto, Giulio» mormorò Rovini. Guidando il puntatore del mouse sul menù Start, eseguì le operazioni di spegnimento del PC. Si allungò stiracchiandosi sulla sedia, prese la penna e iniziò a scrivere sulla carta da lettera. Non erano molte le cose che aveva da dire in quel biglietto: i soliti convenevoli, alcune piccole considerazioni sull'ultimo evento e, da ultimo, l'indizio. Ma questa volta avrebbe puntato in alto. Escogitò un enigma, a parer suo, di non semplice soluzione. Era infatti sua opinione che, una preda complicata da catturare, esigesse un indizio di pari livello.
 
 

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