Lo Sconosciuto – Elena Cerutti

lo sconosciutoSe  non avete letto questo romanzo, probabilmente ciò che seguirà vi sembrerà tutto molto enfatizzato. Io invece mi trovo completamente d’accordo con questa recensione, inviatami da Silvia.
Domani è l’8 Marzo, Festa della Donna, oramai fin troppo strumentalizzata a fini commerciali per poterne veramente riconoscere i significati storici e sociali.
Per questo ho deciso di lasciare che sia una donna a parlare di questo romanzo che ha tra le sue pagine una vera e propria denuncia contro la violenza sulle donne.

 

 


 

Recenzione di LO SCONOSCIUTO

Quante volte sentiamo storie di violenza sulle donne, quante volte ci troviamo a pensare: mamma mia, fosse mio marito o il mio fidanzato lo mollerei di corsa, lo denuncerei.
Facile a dirsi. Perché più spesso di quanto possiamo immaginare, dentro di noi scatta qualcosa: la vergogna, la paura di essere giudicate, scatta “la sindrome da crocerossina”, la presunzione che, attraverso il nostro amore, un uomo violento possa cambiare. E restiamo incastrate in un incubo, che non trascina solo noi a fondo, ma coinvolge anche i nostri figli, vittime inconsapevoli anche loro di uomini borderline che affermano la loro autorità o nascondono le loro insicurezze attraverso la violenza.
Elena Cerutti racconta questo nel romanzo “Lo sconosciuto”.
Attraverso le sue parole viviamo la sua storia; abbracciamo i suoi sogni iniziali, appoggiamo le sue speranze, poi cogliamo la sua insicurezza, i suoi dubbi, per finire catapultati nel suo inferno personale.
Sarebbe riduttivo sottolineare solo la scorrevolezza dello stile, perché secondo me la forza di questo libro è nel coraggio della denuncia, nella condivisione della sua storia, monito ed esempio per tante donne, che si chiudono in casa, smettono di parlare con amici e parenti, e restano in balia di “Mostri domestici” chiamati mariti.
Elena denuncia tutto questo, e denuncia anche l’abbandono da parte delle  Istituzioni, che  sottovalutano un certo tipo di situazioni, che fanno mancare la sicurezza della giustizia, e lasciano che l’aiuto dovuto sia demandato alla buona volontà di poche mosche bianche.
E’ veramente difficile non innamorarsi di questo libro, per come è scritto, per i suoi contenuti, per il messaggio che lascia.
Non esiste il Principe Azzurro, non tutte le storie terminano con un … e vissero tutti felici e contenti…
Ma la speranza che le cose possano cambiare non deve mai mancare, così come non bisogna mai smettere di lottare fino in fondo per riuscire a riprendere in mano la propria vita,  … ed Elena Cerutti ci lascia proprio questo messaggio. Grazie!