Il mondo di John

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Mi chiamo John Profeti In realtà il mio vero nome è Giovanni. Io sono Italiano. Perché John? Tutta colpa degli americani. Mi sono laureato in Psicologia e ho conseguito due Master di Primo e Secondo livello in Criminologia. Sono sempre stato affascinato dalla figura del Profiler, e una grossa spinta verso questo tipo di studi l'ho avuta da mio fratello Marco, un Ispettore Capo della Polizia. Mi sono trasferito negli Stati Uniti e, grazie ad alcune conoscenze di mio fratello, ho preso contatti con l'FBI. Le mie capacità intuitive, deduttive e le conoscenze psicologiche criminali sono state molto apprezzate dai pezzi grossi del BAU, e Roger mi ha fortemente voluto nella sua squadra. E' qui che ho conosciuto le peggiori menti criminali. Ho visto le efferatezze più crudeli. Mi sono imbattuto nelle menti più sadiche e perverse del mondo del crimine. Un serial killer non è un criminale qualunque. Ti costringe a compiere un viaggio all'interno della sua psiche, ti mostra ciò di cui è capace. Spesso ti imbatti nelle sue scene del crimine, e la cosa migliore che può capitarti è trovarti di fronte a un cadavere. Qual è la cosa peggiore? Quella di trovarti di fronte a tanti pezzi di un cadavere. Non ho resistito. Avevo una fidanzata in America. Molto bella. No, non è morta. (Lo so che lo avete pensato) Mi ha semplicemente lasciato perché il mio lavoro non è adatto a una vita di coppia. Non ero mai a casa, e non ero mai al sicuro. E una donna come lei non poteva resistere accanto a un uomo che non sapeva mai quando e se sarebbe tornato. E soprattutto quali incubi lo avrebbero tenuto sveglio la notte. Già, gli incubi. Chiudere gli occhi e vedere i volti delle vittime, oppure le facce delle persone rapite, in mano ai serial killer in attesa di essere uccise con chissà quali riti perversi. Ma c'era un incubo ancora peggiore. Gli occhi, il ghigno, le mani insanguinate di colui che in quel momento era al centro delle nostre indagini. Me ne sono andato. Sono tornato in Italia, dove tutto ha avuto inizio, e dove pensavo di poter trovare di nuovo la pace. Ma questa... è un'altra storia.
 

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