Via da Sparta – Carlo Menzinger

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Cos’è l’ucronia?
Potremmo definirla come una storia alternativa.
Come sarebbe il nostro mondo oggi se, in passato, un certo avvenimento storico fosse andato diversamente?
Confesso: non avevo mai avuto modo di avventurarmi in questo tipo di lettura, un po’ perché non sono un appassionato di fantasy, un po’ perché non ne avevo mai sentito parlare.
Ho conosciuto questa ultima fatica di Carlo Menzinger durante la serata di presentazione che la PSEditore ha organizzato in occasione dell’uscita degli ultimi libri, tra cui il mio romanzo La setta.
Fu una presentazione sommaria, molto generale, ma ricordo che mi incuriosì molto.

Cosa sarebbe successo al mondo se Sparta avesse vinto la guerra?

Questo è lo scenario immaginario in cui ci troviamo proiettati leggendo “Via da Sparta – Il sogno del ragno”, il primo capitolo di una trilogia.
Il tutto raccontato attraverso le vicissitudini di due giovani donne: Aracne, giovane schiava iliota che fugge per dare a se stessa, e al bambino che aspetta, una vita migliore; Nymphodora, giovane e ricca spartiata che vuole cambiare le cose e per farlo decide di intraprendere gli studi di architettura.

“… Andarsene alla ventura verso un mondo nuovo è sempre un salto enorme, soprattutto se si hanno 17 anni, non si è mai viaggiato oltre i confini del quartiere, non si sa leggere né scrivere e tutto quello che si conosce dal mondo, si è appreso perché ti è stato raccontato da qualche donna ignorante […] La gioventù rende tutto nuovo e misterioso […] Le grandi imprese sono spinte da ignorante inconsapevolezza. Se fossimo pienamente consapevoli di tutti i rischi e i pericoli di un’impresa, molti non la tenterebbero neppure…”

Sono questi i pensieri di Aracne, che decide di lasciare la sua città per un sogno di un mondo migliore.
Questo suo viaggio, però, non sarà solo un cammino verso la “terra promessa”, ma sarà lo scenario di una serie di incontri con persone diverse da lei e diverse tra loro, attraverso le cui parole saremo portati a riflettere su alcuni temi della nostra civiltà.

E’ davvero importante possedere cose materiali?
Si può essere fedeli ad una sola persona nella vita?
E’ importante la cultura di massa o è meglio che sia appannaggio di pochi eletti?

Questi sono solo alcuni degli spunti che vengono seminati tra le pagine del libro.
Lo scrittore infatti, in modo sapiente, mette in bocca ai suoi personaggi discorsi sulla felicità, sul consumismo e sulla religione, invitando in questo modo il lettore, a riflettere su alcuni dei temi fondamentali della civiltà contemporanea.

Più moderna nel pensiero e negli atti è la giovane Nymphodora.
Lei decide di studiare architettura, ignorando il volere della madre, solo per il gusto del bello che sente crescere sempre di più dentro di se.

Queste giovani, così diverse nei fatti ma in fondo così simili intimamente, finiranno per incontrarsi.
Nymphodora riconoscerà nella scintilla che arde nella giovane iliota la stessa scintilla che arde in lei. Sono due anime diverse ma entrambe spinte verso l’ignoto.

Questo primo capitolo di “Via da Sparta” non è un semplice libro di narrativa, una semplice storia ucronica , ma bensì un cammino interiore in cui possiamo riconoscerci tutti.
Non ci resta che aspettare i successivi due capitoli per scoprire come proseguirà il cammino delle due giovani donne.




La regola dell’equilibrio – Gianrico Carofiglio

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Mentire a se stessi, però, è tutta un’altra cosa. Può capitare, a volte è necessario per sopravvivere, però se diventa una regola è solo un modo per divorziare dalla realtà, per proteggersi dal mondo, per non farsi raggiungere. Ma tanto il mondo e la realtà prima o poi ti raggiungono”

 

Chi mi conosce sa quanto sia appassionato di legal thriller. Tant’è che uno dei miei autori preferiti è appunto R.N.Patterson.
Incuriosito dalla figura di Guido Guerrieri, creazione della penna di Carofiglio, mi sono così approcciato a questo romanzo: “La regola dell’equilibrio”.

A me è piaciuto molto.
Si capisce che quello delle aule di tribunali è un argomento molto conosciuto dall’autore. Per scrivere dei legal thriller non è sufficiente aver letto il Codice di Procedura Penale (Sì, io l’ho fatto, anche perché quando si scrivono thriller o gialli ambientati nel presente e nel reale, occorre comunque un minimo di informazione), ma occorre un’esperienza sul campo che vada oltre la teoria.
E Carofiglio questa esperienza ce l’ha e traspare tutta dalle pagine del suo romanzo.

La trama tocca un argomento quanto mai attuale nel nostro paese, come la corruzione, in questo caso, quella più sensibile per un avvocato: la corruzione di un magistrato a capo di un importante ufficio.
Guerrieri è convinto della sua innocenza e, tutto sommato, anche noi lettori, ma ben presto tutto apparirà molto più ingarbugliato di quanto lui stesso potesse pensare.

Non voglio dire altro sulla trama, tanto chi lo ha già letto sa già di cosa parlo, mentre chi deve ancora farlo, lo scoprirà da solo. Non voglio rischiare di anticipare niente… Odio gli Spoiler!

La scrittura di Carofiglio, in questo romanzo, mi ha piacevolmente sorpreso. In precedenza, dello stesso autore, avevo letto “Una mutevole verità”, ma non mi aveva entusiasmato. Lo avevo trovato pesante e la trama un po’ troppo scontata.
“La regola dell’equilibrio” invece è scritto con uno stile semplice e scorrevole. Mi sono piaciute anche le figure secondarie, come l’investigatrice Annapaola Viola, a cui si affida per scoprire la verità. Persino le spiegazioni tecniche non mi hanno appesantito la lettura.

Ho scoperto solo dopo, e questa è una mia colpa, che “La regola dell’equilibrio” è il quinto capitolo di una serie di romanzi su Guido Guerrieri; leggendo qua e là varie opinioni, sembra che gli altri siano decisamente migliori.

Vi farò sapere, visto che ho deciso di leggere anche i precedenti.




Il Lato a Sud del Cielo – Daniele Cutali

il lato a sud

Il romanzo d’esordio di Daniele Cutali, edito da Libro Aperto International Publishing, non è di facile collocazione.
Potrebbe essere definito come Romance, ma nonostante non manchi la storia d’amore, lo inquadro molto di più nell’insieme dei Romanzi di Formazione.
Inizia narrando la vita, forse un po’ noiosa, di un giovane ragazzo, Paolo Martini (detto Paul in onore di Paul McCartney), che abita nell’hinterland torinese. Diverso dai suoi coetanei vive immerso nei suoi sogni, fatti di musica rock e di amore per Londra.
Parallelamente si sviluppa la storia di Linda, anche lei giovane sognatrice impegnata politicamente.
Intorno a loro la Torino degli anni ’70, dove ci si impegna politicamente, sperando che bastino le buone idee per cambiare il mondo, si ascolta musica rock, si sogna l’Inghilterra… Ma l’autore ci mostra anche un bellissimo spaccato della provincia, dove ci scontriamo con il ben pensare dei piccoli centri abitati, dove la modernità fatica a prendere piede. E scatta la ribellione.
Non manca la tensione. Veniamo a contatto con la violenza che gli anni di piombo hanno portato nelle piazze e sarà proprio a causa di un’azione terroristica che le vite dei due protagonisti si intrecciano, consumando in due giorni la loro storia d’amore. È l’incontro di due anime fuori dal loro tempo che si toccano e supportano.
E il finale vi lascerà sospesi, oltre che spiazzati, tenendo aperta ogni possibilità… Compresa quella della realizzazione di un sequel.
Scritto in modo scorrevole, l’autore si destreggia abilmente tra la prima e la terza persona. Utilizza la prima per raccontare la storia di Paolo, riuscendo così a trasmettere al lettore le inquietudini del suo animo. Preferisce invece la terza per parlare di Linda, creando così la giusta tensione emotiva e partecipativa necessaria a calarsi nella vicenda della ragazza.
Un romanzo che accompagna l’evoluzione dei suoi protagonisti, ne racconta progetti, sentimenti, emozioni, delusioni e speranze.  E perché no…. In fondo un romanzo in cui c’è un piccolo pezzo di ciascuno di noi.

 




Lo Sconosciuto – Elena Cerutti

lo sconosciutoSe  non avete letto questo romanzo, probabilmente ciò che seguirà vi sembrerà tutto molto enfatizzato. Io invece mi trovo completamente d’accordo con questa recensione, inviatami da Silvia.
Domani è l’8 Marzo, Festa della Donna, oramai fin troppo strumentalizzata a fini commerciali per poterne veramente riconoscere i significati storici e sociali.
Per questo ho deciso di lasciare che sia una donna a parlare di questo romanzo che ha tra le sue pagine una vera e propria denuncia contro la violenza sulle donne.

 

 


 

Recenzione di LO SCONOSCIUTO

Quante volte sentiamo storie di violenza sulle donne, quante volte ci troviamo a pensare: mamma mia, fosse mio marito o il mio fidanzato lo mollerei di corsa, lo denuncerei.
Facile a dirsi. Perché più spesso di quanto possiamo immaginare, dentro di noi scatta qualcosa: la vergogna, la paura di essere giudicate, scatta “la sindrome da crocerossina”, la presunzione che, attraverso il nostro amore, un uomo violento possa cambiare. E restiamo incastrate in un incubo, che non trascina solo noi a fondo, ma coinvolge anche i nostri figli, vittime inconsapevoli anche loro di uomini borderline che affermano la loro autorità o nascondono le loro insicurezze attraverso la violenza.
Elena Cerutti racconta questo nel romanzo “Lo sconosciuto”.
Attraverso le sue parole viviamo la sua storia; abbracciamo i suoi sogni iniziali, appoggiamo le sue speranze, poi cogliamo la sua insicurezza, i suoi dubbi, per finire catapultati nel suo inferno personale.
Sarebbe riduttivo sottolineare solo la scorrevolezza dello stile, perché secondo me la forza di questo libro è nel coraggio della denuncia, nella condivisione della sua storia, monito ed esempio per tante donne, che si chiudono in casa, smettono di parlare con amici e parenti, e restano in balia di “Mostri domestici” chiamati mariti.
Elena denuncia tutto questo, e denuncia anche l’abbandono da parte delle  Istituzioni, che  sottovalutano un certo tipo di situazioni, che fanno mancare la sicurezza della giustizia, e lasciano che l’aiuto dovuto sia demandato alla buona volontà di poche mosche bianche.
E’ veramente difficile non innamorarsi di questo libro, per come è scritto, per i suoi contenuti, per il messaggio che lascia.
Non esiste il Principe Azzurro, non tutte le storie terminano con un … e vissero tutti felici e contenti…
Ma la speranza che le cose possano cambiare non deve mai mancare, così come non bisogna mai smettere di lottare fino in fondo per riuscire a riprendere in mano la propria vita,  … ed Elena Cerutti ci lascia proprio questo messaggio. Grazie!




L’Autore – Fabio Girelli

v0g5d2F“Io non ho mai odiato nessuno.
Nemmeno mia madre.
Tante persone normali l’avrebbero fatto, al posto mio.
Io no.
Ma io non sono una persona normale.”

E fin da subito capisci che stai iniziando a leggere  qualcosa di inquietante.
E il romanzo non tradisce le attese.

La trama:

Levin Alfieri è il medico legale incaricato di eseguire l’autopsia su Alberto Garlanda, la Iena, l’uomo che ha sconvolto il mondo con la sua ferocia, il cannibale che contattava le sue vittime attraverso il web per poi convincerle a sottomettersi ai suoi perversi appetiti. Il suo cadavere è disteso sul tavolo dell’obitorio. Levin Alfieri esita solo un istante, poi inizia il suo lavoro.
Proprio durante l’autopsia un ritrovamento farà scattare una convulsa corsa contro il tempo, una macabra caccia al tesoro lungo una scia di sangue che sembra far ripercorre la trama di Anna Karenina, il grande romanzo russo a cui Levin e i suoi due fratelli, Stepan e Vronskij, devono il proprio nome.
Un romanzo ben scritto che con semplicità vi scivolerà via senza accorgervi del tempo che passa, rapiti da ansia, paura,  tensione e colpi di scena che non mancheranno.

E’ un thriller, quindi non posso svelarvi niente di ciò che è narrato, vi toglierei il piacere e la suspence.
Voglio però confidarvi un particolare che mi è piaciuto molto.
A metà libro, pensi che la storia tutto sommato sia conclusa (anche se sai benissimo non essere così perchè appunto, hai ancora metà libro da leggere). Ricordo di essermi posto la domanda: e ora?
Beh, vi assicuro che non c’è una pausa. C’è in alcuni frangenti la tipica calma che preannuncia una tempesta. Ma non avrete tregua. Tutto il romanzo è una continua attesa, paura che possa accadere qualcosa di terribile.. E tutto quello che pensi, inevitabilmente accadrà.
Fino alla rivelazione di chi si cela dietro “L’Autore”. In un finale inaspettato quanto crudele.

Vi consiglio di leggere questo romanzo, non rimarrete delusi.

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Tacchi & Taccheggi – Desy Icardi

tacchietaccheggiChe Desy Icardi sia un’autrice di teatro e cabarettista lo si evince dal contenuto stesso di questo testo, che per l’appunto, prima di essere trasformato in libro, è stato messo in scena in teatro, la cui regia è stata curata dalla stessa autrice.
Non è semplice far ridere, e ritengo che sia ancora più difficile farlo attraverso la carta stampata, a cui mancano i gesti, le espressioni del viso, che spesso da sole sono sufficienti per generare ilarità. A Desy riesce benissimo.
Tacchi e taccheggi è un libro ironico, divertente in cui l’incontro/scontro di due donne profondamente diverse tra loro genera una serie di gag esilaranti.
L’autrice riesce ad accompagnare l’immaginazione del lettore: descrive le due protagoniste con parole leggere; pennellate colorate che riescono a prenderti per mano, e ti guidano fino ad arrivare a mettere a nudo le debolezze delle due donne.
Il romanzo ruota attorno ad un furto ad opera delle due protagoniste, (Lydia e Barbara) ma il taccheggio è solo un espediente a cui entrambe, chi per bisogno, chi per la voglia di trasgredire, si rifugiano per colmare la loro solitudine.
Il loro incontro avviene al supermercato quando, fermate a causa del taccheggio, vi restano chiuse dentro. La forzata convivenza le spinge a raccontarsi.
Affiorano debolezze, vulnerabilità e, tra pianti e risate, in un crescendo incalzante di battute, le due donne, da sconosciute si ritrovano ad essere “amiche”, “complici possibili di ipotetici raggiri”. Si rivelano essere due donne diverse per estrazione sociale, cultura, lavoro ed età, ma che insieme rappresentano, una per l’altra, un’ancora di salvezza.

E’ un libro che consiglio, perché oltre a mettere di buon umore, Desy racconta un universo femminile vero, molto più comune di quanto si possa pensare, e lo fa conducendoci fino alla fine del libro in un soffio, con una scrittura leggera, scorrevole, divertente ed incalzante. E la parola fine, ti lascia un sorriso sulle labbra.