Un PM in narrativa

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images202Lasciando stare la narrativa americana, è molto comune, nei romanzi di genere giallo/thriller, avere come protagonisti delle figure come i Marescialli dei Carabinieri, oppure Ispettori o Commissari di Polizia. Molto raramente il ruolo di protagonista è assolto da un PM.

A quest’ultimo, in genere, viene dato il ruolo di “severo rompiscatole”, cioè colui a cui bisogna rendere conto di tutto quello che accade e che di solito ha sempre da obiettare sui sistemi e i risultati. Una figura resa molto frequentemente “antipatica” dagli scrittori perchè assolvono il compito di mettere il bastone tra le ruote ai nostri protagonisti impegnati a scoprire il colpevole.

Alla fine della storia, quando il colpevole viene preso e il caso risolto, è sempre questa autorità giudiziaria (di solito si parla di Magistrato o Giudice, quasi mai si esplicita il ruolo del PM) a fare la figura dell’incapace facendo emergere l’intuito e il coraggio dell’eroe. Sotto un certo punto di vista è comprensibile optare per dei protagonisti di “azione” come possono esserlo gli ufficiali della Polizia Giudiziaria, oppure gli investigatori, anche se in genere sono preferiti perfino gli avvocati difensori ai PM.

Ma chi sono i PM e quale ruolo dovrebbero avere all’interno di un’indagine su un crimine?

Il Pubblico Ministero (PM) è soggetto necessario nella fase delle indagini preliminari e figura essenziale nel processo.

Durante le indagini preliminari svolge la funzione inquirente, cioè una volta acquisita la notizia del reato, investiga al fine di ricostruire la modalità del fatto/reato e individuare l’autore dello stesso. Per far questo si avvale della Polizia Giudiziaria di cui ha la disponibilità e la direzione e alla quale può delegare atti specifici.

Le Indagini Preliminari sono finalizzate unicamente ad acquisire gli elementi di prova così da consentire al PM di decidere quale azione penale eseguire oppure se archiviare il caso.

Ma quali sono le attività che svolge il PM?

Queste attività sono disciplinate negli art. 358 e successivi (Titolo V) del Codice di Procedura Penale e sono compiute personalmente dal PM oppure da questi delegate alla Polizia Giudiziaria. È comunque il PM ad assumere la direzione e il controllo delle Indagini Preliminari.

Alcune attività non possono essere delegate, come l’interrogatorio di garanzia o l’accertamento tecnico non ripetibile, che deve essere svolto obbligatoriamente dal PM.

Il PM può nominare dei consulenti tecnici laddove ritenga necessaria una competenza specifica: il consulente non può rifiutarsi di cooperare e può essere autorizzato ad assistere ai singoli atti di indagine.

L’interrogatorio dell’indagato può essere delegato alla Polizia Giudiziaria solo nel caso in cui esso sia in stato di libertà; nel caso di indagato sottoposto a fermo, arresto o custodia cautelare, l’interrogatorio può essere condotto soltanto dal PM.

Altre attività che il PM può compiere durante le Indagini Preliminari sono:

Le Ispezioni:
Disposta dall’Autorità Giudiziaria con decreto motivato può essere PERSONALE, quando l’ispezione è sulla persona, oppure LOCALE/REALE quando l’ispezione è effettuata su un luogo o oggetto.

La Perquisizione:
Anch’esso può essere PERSONALE o LOCALE, disposto dall’Autorità Giudiziaria può essere effettuato sia direttamente dal PM che delegato agli ufficiali della Polizia Giudiziaria.

Le Intercettazioni:
Trattandosi di una limitazione del diritto alla libertà e alla segretezza delle comunicazioni costituzionalmente tutelato dall’art. 15, esso è richiesto dal PM e autorizzato con decreto motivato dal G.I.P.

Terminate le Indagini Preliminari, il PM si trova di fronte a due possibilità di azione:
Richiedere l’archiviazione al GIP, il quale, può accogliere tale richiesta oppure ritenere opportuno un approfondimento. Il GIP può arrivare anche a disporre l’ IMPUTAZIONE COATTA, cioè far sì che sia il PM a formulare un’imputazione entro 10 giorni e fissare l’Udienza Preliminare. Nel caso invece in cui le Indagini Preliminari abbiano portato il PM a ritenere opportuno esercitare l’azione penale, può fare richiesta di rinvio a giudizio al GUP.
Esistono anche altre forme di azione penale, come il Giudizio Immediato, Decreto Penale di Condanna, il Patteggiamento, ma non li approfondirò in questa occasione.

Una volta decisa l’azione penale, inizia la fase processuale. Il PM diviene così parte davanti al giudice e assume una posizione di parità con la controparte. Il PM svolge la così detta FUNZIONE REQUIRENTE, cioè l’attività la cui finalità è realizzare la pretesa punitiva dello Stato.

Anche se descritte in maniera molto sintetica e omettendo molte particolarità della funzione del Pubblico Ministero, si può dedurre quanto sia importante la sua figura in un’indagine per un reato (per esempio un omicidio), per la soluzione di un giallo. Perfetto per un ruolo da protagonista in una storia di genere Giallo o Thriller, potrebbe assumere ancor più un’identità da eroe se lo munissimo di pistola e di iniziativa d’azione.

Senza contare la sua importanza in fase processuale, che rende la sua figura ancora più longeva nelle storie, il PM ha le carte in regola, secondo il mio parere, per assumere il ruolo di protagonista sia nel giallo, in cui la deduzione logica è primaria, sia nel thriller, in cui la principale peculiarità del protagonista dovrebbe essere la capacità di azione.

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